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Mantova ha di nuovo il suo palazzo del Podestà: giù le impalcature a partire da lunedì 24 giugno

Allo studio la destinazione: attività per la città, non uffici. E per i ponteggi della Torre della gabbia si punta a Natale. Il sindaco Palazzi e i 350 cantieri in 4 anni: «Un filo rosso li lega: restituire ai cittadini gli spazi pubblici»

Monica Viviani
2 minuti di lettura

MANTOVA. L’ora X è arrivata: domani alle 15 inizia lo smontaggio delle impalcature che ingabbiano Palazzo del Podestà. Intanto subito dopo il Festivaletteratura partiranno i lavori di riqualificazione di piazza Alberti, l’inaugurazione della Torre della Gabbia è in agenda per Natale e sono state selezionate le ditte che realizzeranno una parte di Mantova Hub.

350 cantieri in 4 anni

Dalle strade alle ciclabili, ai parcheggi, come quello che sorgerà al posto del vecchio palasport, passando per giardini ed edifici storici: chi li ha contati dice che sono circa 350 i cantieri aperti in quattro anni dalla giunta Palazzi. «La realtà – sostiene il sindaco Mattia Palazzi  – è che sono tutti collegati da un filo rosso che è quello di restituire allo spazio pubblico la funzione per la quale le città sono nate, cioè di consentire ai cittadini di incontrarsi».

Dal Podestà alla Torre

E così sarà anche per Palazzo del Podestà destinato a ospitare non uffici ma «attività per la città, che producano vita e aiutino il centro storico». Ma ecco le fasi dello smontaggio-impalcature: da lunedì al 6 luglio viene liberata la facciata su via Broletto, dal 15 luglio al 27 settembre quella su via Giustiziati, dal 19 agosto al 3 settembre toccherà invece al ponteggio su piazza Broletto. Dal 28 settembre al 30 aprile 2020 resteranno un’area di cantiere per le zone di carico e scarico e i pilastri su piazza Erbe funzionali agli ultimi lavori per l’ascensore a cui si accederà dal sottoportico e permetterà di raggiungere sia il Podestà sia Palazzo della Ragione. Intanto in settembre si aprirà il cantiere per la riqualificazione di piazza Alberti e si punta a inaugurare la Torre della Gabbia per Natale.

Non solo centro

In mezzo ci saranno i lavori alle scuole, in viale Fiume, per i campi della Mantovana e la foresteria del Campo canoa e inzieranno a prendere forma anche la piazza e la palestra di Mantova Hub. «Il concetto di fondo – spiega Palazzi – è che una città curata, riqualificata, pensata per essere vissuta e attraversata in sicurezza e libertà, con più spazi per i cittadini, dallo sport al verde dagli eventi ai servizi pubblici, è una città che aiuta a vivere meglio con gli altri. Per questo stiamo lavorando con una visione unitaria, dai quartieri al centro, per connettere e rigenerare lo spazio pubblico, facilitando le connessioni, per non far sentire nessuno escluso da dove la vita si svolge, dal commercio alla cultura ai servizi fondamentali».

E ora: più collegamenti

Convinto che il concetto di periferia non si giochi tanto sulle distanze quanto sui tempi di collegamento con il centro «in cui succedono le cose», dopo ciclabili e strade Palazzi punta ora sul potenziamento dei mezzi pubblici per agevolare gli spostamenti centro-quartieri. Basta pensare a quartieri come Castelletto Borgo con pochi abitanti, pochi servizi e per di più anche collegati male al centro. «Nonostante i tagli del governo bisogna studiare un sistema di trasporto che unisca ciò che oggi è isolato, con corse frequenti e non ogni 50 minuti. Sarà un investimento grande, ma va fatto e vanno trovate le risorse».




 

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