Osservare le stelle: sbarca a Dubai la lente hi-tech made in Mantova

Il brevetto del sistema ottico adattivo a caccia di finanziatori. Contatti con una fondazione scientifica degli Emirati Arabi

MANTOVA. Il nucleo del progetto è un sistema ottico all’avanguardia, dotato di tecnologia adattiva. Un gruppo di lenti, in sostanza, che funziona come il cristallino dell’occhio, che si deforma per mantenere sempre a fuoco ed efficiente la visione. Che cosa promette il progetto StarsGaze, termine inglese che mescola l’osservazione delle stelle con il sogno a occhi aperti? Di ottimizzare la visione dell’osservatore e apprezzare il cosmo in un’esperienza visiva impareggiabile rispetto a telescopi e strutture convenzionali. Ma c’è di più, rispetto all’impiego nell’osservazione astronomica.

Le possibili applicazioni del progetto, giudicato e apprezzato a livello mondiale da scienziati e professionisti del settore astronomico e optoelettronico, sono molteplici, comprese quelle nei sistemi ottici destinati a chirurgia e microchirurgia. O in tutte quelle attività scientifiche e mediche che richiedono estrema precisione e una visione sempre perfetta di ciò che si sta osservando.


«Un’ulteriore tecnologia – sostengono gli ideatori del progetto, che hanno presentato domanda di brevetto alla fine dello scorso anno – fa assumere a StarsGaze anche un valore ecologico e di salvaguardia ambientale per la possibilità di limitare e contrastare l’inquinamento luminoso, attraverso brevetti di proprietà».

Il 12 maggio i due professionisti mantovani ideatori e promotori del progetto StarsGaze sono andati a Dubai per incontrare i referenti della Dubai Future Foundation, proprietà dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, il massimo ente governativo che si occupa di sviluppo tecnologico e scientifico. Sono Fabio Falchi, astrofisico e docente del liceo Fermi, in qualità di coordinatore scientifico del progetto e, da coordinatore operativo, Matteo Franzoni, imprenditore di Curtatone noto per essere stato la chiave di volta dell’accusa contro gli affiliati delle cosche al processo Pesci, sfociato dall’inchiesta sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nel Mantovano.

A rendere possibile il contatto con la Dubai Future Foundation è stata la Camera di commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti, dal 2014 rappresentata in Italia dall’avvocato mantovano Maria Grazia Galeotti che ha fatto parte della delegazione. StarsGaze è stato presentato nella sede della fondazione a un team di esperti emiratini, tra cui il project manager della Future Foundation, Mohammed Al Wari.

La presentazione del progetto s’è focalizzata sulle potenzialità di StarsGaze in vista dell’Expo Dubai 2020, manifestazione ispirata alla mobilità, all’opportunità e alla sostenibilità: la delegazione è già formalmente candidata a partecipare nella sezione start up del padiglione Italia, dove saranno presenti le nostre eccellenze tecnologiche. Il progetto StarsGaze è il primo made in Italy a essere candidato al progetto camerale Country in residence che, in caso di ammissione, vedrebbe il proprio sviluppo tecnologico ad opera del personale specializzato della Dubai Future Foundation, con la possibilità per i mantovani di avere un ufficio nella sede dell’ente governativo. 

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