A Revere la capitale delle lumache: Chicconi cresce ancora

BORGO MANTOVANO. L'allevamento di lumache per uso gastronomico è una potenzialità per l'agricoltura integrata e sostenibile, il più grosso in Italia si trova a Revere. Enea e Riccardo Chicconi hanno scommesso su questa produzione e adesso l'obiettivo è promuovere il prodotto. L'allevamento è forte dei suoi 75 recinti. L'impianto agricolo è attivo da quattro anni e ormai si iniziano a raccogliere i primi frutti a livello economico.. Il prossimo anno l’allevamento arriverà a pieno regime e successivamente verrà installato anche un macchinario per l'estrazione della bava. A iniziare questa avventura è stato Enea , che ha gestito la produzione fino allo scorso anno, da un anno a gestire operativamente l'impianto agricolo è il figlio Riccardo. La sfida adesso sarà promuovere il prodotto sul territorio, in questo contesto sabato scorso a Pieve è stata organizzata una conferenza sull'elicicoltura.

Al convegno ha partecipato Donato Mangino, vicepresidente dell'Associazione nazionale. «Il nostro obiettivo è promuovere un modello di sviluppo territoriale con un allevamento di nicchia - spiega Mangino - In questo tipo di allevamento si deve riprodurre l'habitat naturale nelle sue migliori condizioni, per ottenere un prodotto qualitativamente ottimo». In Italia ci sono circa 780 allevamenti in Italia e 500 usano il metodo proposto dall'Associazione, il settore conta 9.000 dipendenti, incluso l'indotto, per un giro d'affari di 220 milioni l'anno.


Un impianto di 20 recinti, comporto un investimento iniziale di 20mila euro e il primo ritorno economico è previsto dopo un anno, per essere vantaggioso un allevamento deve avere almeno 12 recinti. In ogni recinto vengono installate inizialmente 1.250 chiocciole che poi si moltiplicano nel tempo. Oltre alla produzione di carne, è possibile creare una filiera per la trasformazione del prodotto, ad esempio la bava viene utilizzata nella cosmesi o come dispositivo medico. L'Associazione ha studiato un apposito macchinario per l'estrazione della bava che non crea danni e non è invasivo per l'animale. Esiste una competizione a livello internazionale, con i paesi dell'Est e del Maghreb.

«Spesso in questi paesi si usano allevamenti intensivi o raccolta in natura senza prudenza - dice Mangino- In Romania hanno distrutto la presenza naturale». 

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