Scoppia l’emergenza parcheggi: troppe auto lasciate in divieto

E all’incrocio di via D’Azeglio accesso impedito all’automedica e all’ambulanza. I cittadini protestano e chiedono una rimozione forzata delle vetture

VIADANA. Secondo molti cittadini, troppi automobilisti viadanesi hanno seri problemi con i parcheggi. Le auto lasciate in divieto, sui marciapiedi, sulle strisce pedonali o nei posti riservati a mamme e disabili cominciano a diventare troppe: c’è pertanto chi auspica multe e rimozioni forzate. L’ultima segnalazione risale a domenica. A documentare la trasgressione, il presidente dell’associazione di volontariato Arces Giuseppe Guarino: «Questa è Viadana ora, civiltà anno zero. Un’ambulanza e un’automedica vengono a soccorrere una signora, ma non possono entrare». . La foto, pubblicata su facebook da Guarino, è stata scattata all’incrocio tra le vie Fosse, San Nicola e D’Azeglio, e documenta come le auto in sosta impedissero ai soccorritori di accedere alla piazzetta posta di fianco al Teatro Vittoria.

Nelle settimane scorse, era stato l’ex portavoce Nonsoloverdi Dimitri Bellini a documentare un’altra situazione. «Probabilmente partecipare alla messa prefestiva in Castello esenta dal rispettare il Codice della strada», commentava Bellini nel postare la foto di alcune auto (tutte di grossa cilindrata) parcheggiate fuori dalle strisce in prossimità dell’arco di Portanuova e di fianco al Vittoria. Era la sera delle cresime, e i Carabinieri erano rimasti a lungo a pattugliare la zona per far sloggiare le auto in divieto.


Poi erano dovuti correre sul luogo di un incidente, ed evidentemente qualche ritardatario ne aveva approfittato per lasciare il suo mezzo il più vicino possibile alla porta della chiesa. Da notare che il parcheggio di piazzale Libertà, nel quale è quasi sempre possibile trovare posto, è situato a cento metri dalla chiesa di Castello e a duecento dalla piazza.

Altra situazione lamentata da molti cittadini è quella relativa agli automobilisti che lasciano l’auto in sosta con le quattro frecce accese, per scendere a sbrigare una commissione veloce (ad esempio in via Cavallotti, davanti alle Poste e in via Aroldi). A norma di Codice, la fermata dell’auto dev’essere di breve durata e di nessun intralcio, e il conducente dev’essere sempre presente e pronto a riprendere la marcia. Se un minimo di tolleranza è compresa e giustificata più o meno da tutti, gli abusi in certi casi diventano evidenti. È il caso soprattutto di via Aroldi: il parcheggio del cimitero è praticamente sempre libero, eppure le auto parcheggiate in strada (a venti metri di distanza, magari con le ruote sul marciapiedi) sono una costante. In questo caso, un po’ più di rispetto sarebbe probabilmente dovuto: via Aroldi è, in certi tratti, una delle strade cittadine più frequentate, anche da ciclisti e da carrozzine di disabili, e i mezzi lasciati in divieto ne restringono notevolmente la carreggiata, rendendone pericoloso il transito per gli utenti più deboli.

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