Un richiamo forte all’Europa unita, Bignotti: «Cerchiamo la fratellanza»

Solferino e i 160 anni dalla battaglia. Alla cerimonia hanno partecipato anche l’arciduca Carlo d’Asburgo-Lorena e i consoli francese e austriaco

SOLFERINO. Il caldo torrido accoglie le autorità in piazza Torelli per le celebrazioni ufficiali dei 160 anni dalla Battaglia del 24 Giugno 1859, «una delle imprese militari più sanguinose dell'800», come ricorderà il sindaco Germano Bignotti nel suo discorso a conclusione della messa. Le forze armate, le associazioni d'arme, le autorità civili e religiose, i sindaci del territorio, e gli ospiti, fra i quali figura sua altezza imperiale e reale, l’arciduca Carlo d’Asburgo-Lorena, oltre al console generale francese e austriaco, si schierano nella tradizionale disposizione “a chiamata” che precede l'esecuzione degli inni nazionali.. Al termine delle note dell’inno di Mameli si sale alla chiesa Ossario e il caldo è davvero sfibrante, tanto che le sedie messe a disposizione per le autorità vengono occupate dai cittadini sfiniti dal caldo e dalla lunga salita alla chiesa.

Nell’omelia il diacono Zangobbi paragona la figura di Giovanni Battista a Dunant, sulla scia di quanto anche il vescovo Busca - assente, ma presente con una riflessione letta dal parrocco di Solferino - ha sottolineato: «Entrambi sono precursori e uomini capaci di vedere il futuro».


Tuttavia, è negli interventi delle autorità al termine della celebrazione della messa, ormai a ridosso di mezzogiorno, che il senso profondo di questa manifestazione emerge nel suo legame con l’attualità. L’amicizia con la Francia, ribadita e rimarcata in due discorsi, e il senso dell’Europa unita, pur nella consapevolezza che una revisione dell’attuale organizzazione vada fatta, sono i cardini di questa celebrazione.

Ad aprire la serie di interventi è, come da tradizione, Fausto Fondrieschi, presidente della Società Solferino e San Martino.

Nella parole dell’ex giudice il senso, neppure troppo velato, del valore importante, per l’oggi come per il passato, dell’amicizia con la Francia che “le contingenze attuali non devono minare”. Nelle sue parole riecheggia il legame che i valori del risorgimento hanno con gli ideali della rivoluzione francese e, soprattutto, il legame fra due popoli che si sono sempre aiutati a vicenda; amicizia che viene ribadita anche dal console generale francese che, ricordando Napoleone III, fa appello all'amicizia che lo ha legato a Garibaldi per ribadire i rapporti e i legami stretti che ci sono fra le due nazioni e i due stati.

Anche nelle parole di Bignotti riecheggia l’importanza di questa amicizia, ma è la riflessione sull’Europa unita che emerge dal suo intervento. Bignotti ricorda che da Solferino parte il messaggio di unità e fratellanza che ispira oggi l’Europa unita «che deve restare tale», ma il primo cittadino evidenza anche la necessità di un ripensamento di questa unione che deve tener conto delle particolarità di ogni singolo Paese, elemento che deve ispirare un rinnovato senso di unione, aiuto e sostegno reciproco. Chi si aspetta un intervento dell’arciduca Carlo d’Asburgo-Lorena resta deluso, perché per l’Austria parla il console generale. Tuttavia, la sua presenza non passa inosservata ed è l’autorità che più di altre viene salutata e ricordata nei discorsi ufficiali. —

Luca Cremonesi
 

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