L’appello di Patrizia: «Sola e malata e ora anche senza il gas»

Una storia di solitudine: in suo soccorso il Comune di Castel Goffredo e la Caritas. «Ora spero di ottenere il reddito di cittadinanza» 

CASTEL GOFFREDO. Richiesta di aiuto per una donna, Patrizia Sereni, che lancia il suo appello dopo che le è stato tagliato il gas. Una storia di solitudine e disperazione che vede protagonista la donna che, persa la madre pochi mesi fa, si è ritrovata sola e senza sostegni economici. «Mi è crollato il mondo addosso - racconta Patrizia - e devo dire grazie ad alcuni amici che mi sono vicini e che mi stanno aiutando per quanto possono. C'è anche una persona speciale che fa quello che può, ma le difficoltà sono molte e tutte insieme».

Patrizia è afflitta anche da gravi problemi di salute (sordità, problemi alle gambe e ai piedi, una grave forma di linfedema diagnosticata e problemi cardiaci). «Di recente mi è stata riconosciuta un'invalidità al 90% e a luglio riceverò la mia prima pensione di invalidità. Il 7 luglio, inoltre, farò richiesta per il reddito di cittadinanza, dato che non possono lavorare e ho solo la casa in cui sono in affitto».

Nell'attesa di luglio, la donna però ha visto crollarle il modo addosso quando, poche settimana fa, le è stato chiuso il gas. «Ho bollette alte perché tenevo il riscaldamento accesso sempre per via di mia madre. Una prima bolletta da 615 euro è stata rateizzata, ma nel mentre ne è arrivata un'altra da 830 (bimestre febbraio - marzo), e mi hanno chiuso il gas». Caritas e Comune sono intervenuti pagando l'ultima rata della prima bolletta e quella di aprile - maggio (poco più di 250 euro), «ma se non pago quella di 830 resto senza gas e mi devo arrangiare come posso anche per lavarmi».

Tiziana Rodella, consigliera con delega ai servizi sociali e vicina alla Caritas, ricorda che «Comune e Caritas si sono attivati subito. Abbiamo anche concesso pasti gratuiti alla signora. Abbiamo pagato le bollette che abbiamo ricevuto, non abbiamo avuto quella di 830 euro. La signora lamenta che Caritas le ha chiesto un impegno, senza scadenza, per restituire i sodi prestati, ma è chiaro che si tratta di una formula che serve per responsabilizzarla e non una richiesta di saldo immediato di quella cifra che, ben inteso, pagherà per intero il Comune».

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