Mantova cardioprotetta, l’esercito dei rianimatori per caso: «Così abbiamo salvato quattro vite»

Sono 9mila i mantovani formati in tre anni. Le apparecchiature in 30 Comuni: «Ma si può fare di più». Le postazioni sono 537 in scuole, palestre, oratori, associazioni e centri commerciali

MANTOVA. Un giovane calciatore, un turista in piazza Marconi, il cliente di un supermercato e un 58enne che assisteva a una cerimonia. Quattro vite salvate in extremis negli ultimi cinque anni grazie alla rete dei defibrillatori semiautomatici.

In tutta la provincia di Mantova sono censiti e registrati 537 defibrillatori: 58 in postazioni pubbliche e 479 installati presso aziende, scuole, palestre, Comuni, associazioni, centri commerciali, farmacie e oratori. Macchine salvavita che possono essere imbracciate da un esercito di persone che hanno seguito un corso di formazione: più di 9mila, pari al 2,17% della popolazione mantovana.


«Il numero di questi dispositivi salvavita e delle persone formate è in aumento ogni giorno – sottolinea il responsabile del 118 di Mantova, Pierpaolo Parogni – ma ancora non è abbastanza».



Nel 2017 il 118 con il supporto di Areu e Asst di Mantova ha lanciato una grande sfida, che continua tuttora, attraverso il progetto "Mantova e Provincia Cardioprotette", con l'obiettivo di dotare il territorio del maggior numero di defibrillatori pubblici, strategicamente collocati e adeguatamente segnalati, diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare di base e della defibrillazione precoce. Negli anni sono stati organizzati eventi formativi di massa, che hanno visto coinvolti insegnanti e studenti.

Da "Mantova nel Cuore 2017" destinato agli studenti (600), a "Scuola di Cuore 2018" grazie al quale sono stati abilitati 250 insegnanti. I comuni sede di defibrillatori ad uso pubblico 24 ore su 24 sono 30: Mantova, Castiglione delle Stiviere, Curtatone, Suzzara, Gonzaga, Asola, Goito, Sermide, Quistello, Bagnolo San Vito, Medole, Roverbella, Roncoferraro, Volta Mantovana, Castellucchio, Monzambano, Castel d'Ario, Castelbelforte, Acquanegra sul Chiese, Casaloldo, Ceresara, Motteggiana, Rivarolo Mantovano, Borgo Mantovano, Casalmoro, San Martino dall'Argine, Felonica, Carbonara di Po, Mariana Mantovana e Porto Mantovano.

Chi è colto da infarto può essere salvato da normali cittadini. Ed è quanto è accaduto in poco più di 5 anni. Nel 2014 a Pegognaga un calciatore di 20 anni è stato rianimato e defibrillato dai compagni di squadra e dall’allenatore; nel 2017 in piazza Marconi un 52enne in arresto cardiaco è stato rianimato e defibrillato da una passante e dalla Polizia Locale; nello stesso anno a Porto Mantovano al supermercato Martinelli un 59enne è stato rianimato dal commesso 18enne. Nel 2019 a Curtatone durante una Cresima un 58enne è stato salvato da due astanti. E la bella notizia è che tutte le persone rianimate dopo il ricovero sono state dimesse senza conseguenze.




 

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