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Per la mensa scolastica adesso si deve pagare anche la sorveglianza

I genitori della media Sacchi dovranno versare 100 euro. L’istituto non è in grado di garantire la vigilanza con i prof

Nicola Corradini
1 minuto di lettura

MANTOVA. Il ragazzino resta a scuola per la pausa pranzo? Bene, ma il servizio ha un costo aggiuntivo: quello della vigilanza. Alla media Sacchi del Comprensivo Mantova 2, scatta da quest’anno una novità che costituisce un precedente destinato (forse) a far discutere. In una nota di servizio, la scuola informa che il Consiglio d’istituto (organismo che raggruppa non solo i rappresentanti di docenti e personale ma anche dei genitori, cui spetta la presidenza), ha deciso di confermare il servizio mensa per le classi che hanno il doppio rientro pomeridiano settimanale.

Le famiglie dovranno però pagare 100 euro l’anno per coprire i costi del servizio di sorveglianza, per il quale si ricorrerà anche a operatori esterni. Ovviamente i 100 euro non sono comprensivi dei costi del pasto cucinato dalla Cir.

Ma perché ricorrere a personale esterno? Chiunque abbia avuto figli in una scuola media con rientri pomeridiani, ha sempre avuto a che fare con una scelta: dare al ragazzo un panino (o altro fatto in casa) oppure iscriverlo al servizio mensa e pagare il relativo costo. Un po’ come avviene alle materne e alle elementari, con tariffe che variano a seconda del reddito familiare. Ma nessuno ha mai pagato la vigilanza, che viene effettuata dal personale scolastico (bidelli e insegnanti).

Ecco, proprio su quest’ultimo punto è cambiato tutto. Perché i docenti delle medie (tranne qualcuno che ha dato disponibilità) non faranno più vigilanza durante le ore di mensa. La preside, Antonella Daoglio, aveva proposto di cambiare orario e applicare quello in uso in un’altra media cittadina, la Bertazzolo. Nella media di via Conciliazione, i ragazzini anziché mangiare in mensa, fanno lezione dalle 8 alle 14 per alcuni giorni della settimana e pranzano a casa. Una modalità che però non viene ben accolta, molto spesso, dalle famiglie.

La proposta, ad esempio, non è piaciuta ai genitori dei futuri “primini” della Sacchi dove, dunque, il servizio mensa resterà attivo. Ma avrà un costo aggiuntivo uguale per tutti (dalle prime alle terze): 100 euro l’anno, di cui 20 destinati all’associazione dei genitori che si è presa carico di organizzare il servizio.

«Abbiamo coperto un’esigenza – spiegano all’associazione – purtroppo la scuola non ha più le risorse e il personale per garantire la sorveglianza». Per i ragazzi delle prime il pranzo sarà cucinato dagli allievi di ForMa.
 

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