Lavoratori sfruttati: nuovo arresto dei carabinieri a Castiglione delle Stiviere

Quindici operai, tutti senza contratto e alcuni senza documenti, trovati in un laboratorio tessile. Sequestri e multe

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Nuovo arresto dei carabinieri per sfruttamento di irregolari e del lavoro nero. L’ultimo blitz delle forze dell’ordine risale al 4 luglio, verso le 23, ed è avvenuto in un laboratorio tessile a Castiglione, gestito da cinesi. I militari di Castiglione, insieme con i colleghi di Guidizzolo, Castel Goffredo, Goito e Asola, e in collaborazione con il nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro, hanno fatto irruzione in un laboratorio tessile situato alla periferia, dove hanno trovato al lavoro 15 operai, tutti intensamente impegnati nelle rispettive postazioni di lavoro, le macchine “taglia e cuci”.

Con i carabinieri c’erano anche il personale Inail e Inps, e gli agenti della polizia locale di Castiglione. La task force era coordinata dal comandante della compagnia Simone Toni, coadiuvato dal comandante della locale stazione, Antonio Di Nuzzo, e dal comandante della stazione di Guidizzolo, Luca Regoli. Il blitz è stato preceduto da lunga osservazione. Al momento dell’irruzione, dopo un momentaneo disorientamento, gli operai hanno tentato di allontanarsi dalle rispettive postazioni di lavoro, cercando qualche possibile via di fuga, ma sono stati subito bloccati.

Un particolare ha incuriosito gli stessi militari: il fatto – finora mai riscontrato– che siano stati trovati al lavoro alcuni operai originari del Bangladesh, impegnati insieme con i cinesi. È uno dei primi casi riscontrati di promiscuità di nazionalità in questi laboratori tessili, di solito in mano ai cinesi. Pessime le condizioni di vita degli operai: dormivano in piccole stanze di fortuna, ricavate all’interno dello stesso laboratorio con tramezze in cartongesso o, peggio, di cartone, con bagni e cucine in comune. I quindici operai erano tutti senza contratto, e alcuni anche senza permesso di soggiorno.

Al termine della verifica, i carabinieri hanno proceduto all’arresto del titolare dell’attività, H.X., 45enne cinese, domiciliato presso lo stesso laboratorio, ritenuto responsabile di sfruttamento della manodopera clandestina, caporalato e lavoro nero. Oggi sarà processato per direttissima. L’intero capannone, compresi i macchinari e i capi di vestiario, per un valore complessivo di circa 200mila euro, sono stati sottoposti a sequestro e l’attività sospesa. Seguiranno, inoltre, sanzioni amministrative per le violazioni accertate, al momento quantificate in circa 40mila euro. Per i quattro irregolari sono partite le procedure di espulsione tramite la questura.
 

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