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Museo rovente: protestano i turisti. Per ora il pinguino solo negli uffici

Nelle sale e nella biglietteria di palazzo San Sebastiano l’afa mette a dura prova personale e visitatori

Sandro Mortari
1 minuto di lettura



MANTOVA. «Un forno». Così, in questi giorni di canicola, i turisti hanno inquadrato Palazzo San Sebastiano, edificato da Francesco II Gonzaga per custodire le tele dei Trionfi del Mantegna, vanto dell’ego ipertrofico della famiglia. Da secoli quelle opere non ci sono più, ma dal 2005 il palazzo in largo 24 Maggio ospita le collezioni di proprietà comunale ed è diventato il museo della città.

Essendo a due passi da Palazzo Te, altro gioiello dei Gonzaga, diventa una meta irrinunciabile per i turisti. Solo che, in questi giorni di caldo africano, girovagare per le sale arroventate di San Sebastiano diventa una tortura. E qualche ventilatore acceso nelle sale non rinfresca l’aria. Molte persone, una volta visitata la vicina reggia estiva e già provate dal caldo (anche là non esiste l’impianto di climatizzazione), decidono di non sfruttare il biglietto collegato rinunciando alla sortita a Palazzo San Sebastiano.

I temerari che, invece, hanno raccolto la sfida, li vedi uscire accaldati, i fazzoletti in mano per detergersi la fronte dal sudore e imprecare: «Mai più una visita a un monumento in queste condizioni».

A soffrire sono anche i dipendenti del palazzo impegnati nell’attività di custodia e di biglietteria. Pure loro sono costretti a fare i conti con l’afa, e un ventilatore sul bancone all’ingresso e un altro a terra non bastano. A denunciarne le condizioni di lavoro non proprio ideali in questo periodo dell’anno è il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Baschieri. «Quelle persone – dice – non possono far altro che munirsi di ventaglio per avere un minimo di refrigerio dato che la temperatura, in certi ambienti, supera i trenta gradi e il caldo è insopportabile».

L’esponente dell’opposizione si dice stupito del fatto che «i sindacati non abbiano mai segnalato la vicenda al Comune». Anche se «si tratta di lavoratori di una cooperativa esterna – sottolinea – i dipendenti hanno pari diritto e dignità dei funzionari comunali». Negli uffici, infatti, le cose per questi ultimi vanno meglio. Quest’anno l’amministrazione ha acquistato dei pinguini, i condizionatori portatili, che stanno dando un po’ di refrigerio al personale. Non è il massimo, convengono anche i vertici, ma in attesa del riallestimento dell’intero museo, che prevede anche il nuovo impianto di condizionamento in tutto il palazzo, è già qualcosa. E infatti, dipendenti diretti e indiretti del Comune, stoicamente, sopportano la calura, lavorano e non si lamentano in pubblico. Ciò, però, non esime Baschieri dal rivolgere un appello al sindaco Mattia Palazzi, «che è anche assessore alla cultura», e all’assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli: «Dovete intervenire quanto prima per installare un impianto di condizionamento a Palazzo San Sebastiano».
 

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