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Firma Comune-Rfi per il sottopasso di piazza don Leoni. «Lavori nel 2020»

Dalle ferrovie 1,7 milioni, mentre Via Roma mette 500mila euro. Presto anche lo studio di fattibilità per lo sbocco sul lato lago. Così i pedoni potranno raggiungere i treni in tutta sicurezza e diminuiranno le code lungo l'asse Cittadella-Belfiore

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. «Missione compiuta» dice il sindaco Mattia Palazzi. A Roma ha appena firmato con il direttore stazioni di Rfi (Gruppo Fs), Sara Venturoni, la convenzione che, dopo decenni di parole, rende concreta - con soldi e tempi certi - l’ipotesi di un sottopasso pedonale per la stazione di piazza don Leoni. Non solo. Ha posto le basi per dare uno sbocco al centro cittadino direttamente sul lago Superiore, proprio dietro allo scalo ferroviario, e per affrontare un altro problema scottante per la viabilità intorno a Mantova: il superamento dei passaggi a livello di Gambarara e di Mantovanella con due sottopassi carrabili.

Una missione romana, dunque, che più proficua di così non si può. Per questo è raggiante il primo cittadino, tanto che si lascia andare a frasi ad effetto come «se ne parla da 40 anni, adesso si fa» riferito al sottopasso di piazza don Leoni, oppure «abbiamo chiuso un accordo davvero importante per la città». Che sia un’opera pubblica necessaria e attesa è assodato. Con il sottopasso i pedoni potranno raggiungere i treni in tutta sicurezza evitando le auto che transitano in piazza don Leoni (raccoglierà anche il flusso pedonale da e per il parcheggio Mondadori, destinato ad aumentare con l’ampliamento dell’area di sosta e con l’apertura del supermercato Esselunga). Ci saranno anche benefici sul traffico che scorrerà fluido e non creerà code lungo viale Pitentino e il ponte dei Mulini, spesso fino a Cittadella.

Il sottopasso costerà 2 milioni 200mila euro e Rfi ne metterà 1,7 mentre il Comune 500mila. Oltre alla risorse, nella convenzione si definiscono i tempi dell’intervento: «Progetto esecutivo e gara d’appalto entro quest’anno - dice Palazzi - Inizio dei lavori entro il 2020». «Il sottopasso sorgerà prima dell’attuale passaggio pedonale con semaforo - spiega - più o meno di fronte all’attuale parcheggio delle biciclette che si trova dall’altra parte della strada. Il marciapiede verrà allargato e la zona riqualificata». L’intervento prevede anche la messa a dimora di alberi davanti alla stazione ferroviaria; sarà dato anche un nuovo assetto alle aree antistanti per migliorare l’accessibilità da parte di ciclisti, pedoni e disabili e dare priorità allo scambio con i mezzi del trasporto pubblico locale.

La convenzione prevede inoltre interventi finalizzati a rendere più attrattivi i locali della stazione in termini di servizi di interesse collettivo. I lavori rientrano in un programma più ampio di riqualificazione degli scali ferroviari in tutt’Italia. Le stazioni, e tra queste quella di Mantova, diventeranno sempre di più il centro di una rete di mobilità multimodale. Prevista anche una velostazione per biciclette, con wi-fi e infopoint turistico, che presto verrà definita meglio dal Comune.

Palazzi ha anche ottenuto di inserire in convenzione una seconda fase: quella del prolungamento del sottopasso sino al lago Superiore. «Ci portiamo avanti per studiare la fattibilità e i costi di questo secondo lotto che dovrebbe collegare il centro al lago». E aggiunge: «Con questo accordo risolviamo il problema storico delle code che si formano a Cittadella e, al tempo stesso, apriamo una prospettiva nuova e affascinante».

Palazzi è andato ancora oltre durante il vertice con Rfi: «Ne ho approfittato - dice - per chiedere già di lavorare insieme su un altro dossier che ci sta a cuore: un sottopasso carrabile per il passaggio a livello di Gambarara . Vorrei che si facesse uno studio per verificarne la fattibilità». E promette: «Coinvolgerò anche il sindaco di Porto Mantovano per vedere se riusciamo a studiare insieme anche quello di Mantovanella, che so essere un punto critico per quel Comune dell’hinterland».
 

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