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Cgil, è allarme infortuni nel Mantovano: «I delegati alla sicurezza ignorati dalle aziende»

Sondaggio tra Rls di edilizia commercio e agroalimentare. Martedì 16 luglio il tavolo in prefettura. Il sindacalista Mauro Mantovanelli: quadro desolante serve subito una task force. Il 12 presidio in Belleli con sciopero

MANTOVA. Nel giorno del nuovo sciopero dei lavoratori Belleli per il collega rimasto ustionato e alla vigilia del tavolo sicurezza sul lavoro, convocato dal prefetto per il 16 luglio, la Cgil scende in campo per lanciare un nuovo allarme a livello provinciale: «I delegati dei lavoratori per la sicurezza non hanno la possibilità di esercitare il proprio ruolo al meglio, il quadro è desolante».

Il dato emerge da un sondaggio effettuato dal nuovo Dipartimento salute e sicurezza voluto alla Camera del lavoro da Mauro Mantovanelli appena è entrato nella segreteria del sindacato. «Il dipartimento – racconta – ha tra i suoi obiettivi quello di una maggiore formazione, informazione e supporto agli Rls ovvero i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza». A maggio e giugno si sono svolti due moduli formativi da 20 ore che hanno coinvolto 60 Rls delle categorie commercio, edilizia e agroalimentare a cui è stato chiesto di compilare un questionario su bisogni formativi e problematiche.

«Ad essere desolante – aggiunge – è il quadro che emerge sulla possibilità di esercitare le loro funzioni così come prevede la legge: solo 8 su 60 vengono consultati per la valutazioni dei rischi e solo 4 per la designazione dei vari addetti o in merito all’organizzazione della formazione dei lavoratori. In tanti (46) propongono misure di prevenzione che rimangono quasi sempre inascoltate e circa la metà lamenta il mancato coinvolgimento durante le verifiche delle autorità competenti, solo tre infine hanno dovuto ricorrere alla denuncia mentre nessuno di loro ha presentato segnalazioni all’organismo paritetico».


Non solo: tutti lamentano una scarsa informazione da parte delle aziende. «Le informazioni – spiega ancora Mantovanelli – le acquisiscono dai colleghi o dal sindacato. In 30 le hanno ottenute attraverso i responsabili della prevenzione nominati dai datori di lavoro, altri hanno presentato richieste formale all’azienda ma vengono ignorate o esaudite in tempi troppo lunghi». Infine «meno della metà delle richieste di intervento trovano una soluzione e a giudizio degli Rls tutto nasce dalle difficoltà dei rapporti con direzione, proprietà e capireparto oltre che dall’indifferenza delle aziende su questa materia». La sicurezza insomma viene vista ancora come un impiccio burocratico e un aggravio dei costi mentre la nostra provincia vede gli infortuni in preoccupante aumento.

Mantovanelli confida nel tavolo in prefettura che riunirà istituzioni, enti, sindacati e parte datoriale «perché si arrivi alla creazione di una task force per un piano di prevenzione straordinario: le istituzioni devono prendere un preciso impegno politico, le associazioni datoriali un’assunzione di responsabilità e gli enti di controllo devono essere messi nella condizioni di intensificare le ispezioni».

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