Slot abusive truccate con il telecomando: chiuso e multato il bar

Blitz a Mottella su segnalazione: «Ci giocano dei minorenni». Il titolare spegne le macchinette a distanza: «Non vanno» 

SAN GIORGIO BIGARELLO. Tutto è partito dalla segnalazione di un residente: «Al bar di Mottella ci sono sempre dei ragazzini, ci vanno a bere e a giocare alle slot». Minorenni e alcol, minorenni e gioco d’azzardo. Le due cose incrociate valevano un approfondimento. Così carabinieri e polizia locale hanno preparato l’incursione. E ne è valsa la pena. Prima di tutto perché al bar La Fortuna, in prossimità dell’incrocio tra la Legnaghese e la strada che collega la frazione di Tripoli a via Brennero, la sala slot era abusiva, mai autorizzata dal questore.

Il titolare lo sapeva bene, tanto che aveva adottato uno stratagemma per aggirare i controlli: un impianto elettrico guidato da telecomando per spegnere in simultanea le cinque slot machine della sala giochi. Di irregolarità i militari dell’Arma e gli agenti di polizia locale in realtà ne avrebbero trovate altre ma, le slot abusive e truccate erano già motivo sufficiente per giustificare il provvedimento di sospensione della licenza per quindici giorni, deciso dal questore Paolo Sartori.

Il locale, sigillato il 10 luglio, era già stato chiuso per cinque giorni a novembre, a seguito di una violazione relativa alle slot. Alla prossima inadempienza scatterà, come prevede la norma, la revoca definitiva della licenza. Il blitz di carabinieri e polizia locale risale alla tarda mattinata del 28 giugno. Prima di fare irruzione militari e agenti sono entrati un paio di volte in borghese, quindi in anonimato. Giusto per vedere chi bazzicasse nel locale e nella sala giochi annessa. Dopo di che si è fatto avanti il personale in divisa.

Ed ecco la sorpresa. Quando carabinieri e agenti sono entrati nel bar – dove si trovavano tre clienti, di cui due minorenni – le slot erano spente. Il perché, come una pistola fumante, era nelle mani del barista: un telecomando. «Le slot non funzionano» ha abbozzato. Tentativo a vuoto, il suo: i carabinieri hanno premuto il telecomando e le cinque slot si sono accese all’unisono.

Nel corso del controllo sono state riscontrate varie violazioni, alcune amministrative e altre che potrebbero sfociare nel penale. È scattato anche un verbale di tremila euro. Le slot sono sotto sequestro. Al termine dei quindici giorni, alla riapertura del bar, la sala giochi resterà chiusa, almeno fino a un’eventuale autorizzazione della questura. L’esito dell’indagine è stato reso pubblico in una conferenza stampa tenuta dal capo di gabinetto della questura Vittorio Rossi e dal tenente colonnello Gianpiero Di Bella, capo ufficio del comando provinciale dei carabinieri.

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