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Accordo sul canone a Mantova: per padroni e inquilini taglio di tasse e affitti

L’ammontare dell’affitto sarà calcolato in base a parametri. L’assessore: risposta a chi non trova casa sul libero mercato

Matteo Sbarbada
1 minuto di lettura

MANTOVA. Benefici di natura fiscale per i proprietari e affitti più bassi rispetto a quelli del libero mercato per gli inquilini. Nella sala consiliare del Comune di Mantova è stato siglato il nuovo accordo territoriale provinciale sul canone concordato. A firmarlo, i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat e le associazioni di proprietari immobiliari Confedilizia, Uppi, Anpe Federproprietà e Asspi.

Il Comune di Mantova ha presenziato al tavolo con il ruolo di moderatore. L'accordo riguarda tutti i Comuni della provincia, contattati nelle scorse settimane durante il lavoro di stesura, tranne Mantova, che aveva già firmato un accordo territoriale specifico nel 2017. «L'obiettivo – ha spiegato l'assessore Nicola Martinelli – è quello di dare una risposta alla fascia di popolazione che per reddito e situazione economica del nucleo famigliare non riesce ad accedere agli appartamenti disponibili sul libero mercato, ma al tempo stesso ha il reddito troppo alto per accedere agli alloggi dei servizi abitativi pubblici. I canoni saranno del 15-30% inferiori rispetto a quelli del libero mercato».

I Comuni sono stati suddivisi in quattro gruppi. Il canone di locazione sarà calcolato in base a una serie di elementi che caratterizzano l'alloggio e alla zona dove si trova. L'inquilino pagherà un canone di locazione più basso rispetto ai prezzi del libero mercato e potrà godere di agevolazioni fiscali: detrazione dell’imposta per i redditi derivanti dall’Irpef di 495,80 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro. Oppure, di 247,90 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma inferiore a 30.987,41. Il proprietario potrà godere di agevolazioni fiscali.

Il reddito percepito dal locatore viene riportato nella dichiarazione dei redditi e il locatore gode di una riduzione sulla base imponibile del 30%, che abbatte sensibilmente l’Irpef da versare. Se il proprietario decide, invece, di aderire alla cedolare secca, il reddito percepito viene tassato direttamente al 10% al posto del 21% della cedolare secca sui contratti non concordati. In termini di Imu è previsto uno sconto del 25% sull'imposta calcolata, mentre è discrezione da parte dei Comuni decidere la riduzione dell’aliquota. Ulteriori agevolazioni previste nei Comuni terremotati.


 

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