Carabinieri mantovani scommettevano alle slot machine

Tre indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e violazioni al codice militare: giocavano in divisa e in orario di servizio

CURTATONE. La gazzella parcheggiata davanti alla sala slot. Spesso. Di sera, perlopiù, ma a volte anche di giorno. Due carabinieri all’interno. A controllare? Non ci sarebbe nulla di straordinario, se fosse stato così. Normale amministrazione. Dovere delle forze dell’ordine. Ma non era così. A giocare alle slot machine erano proprio loro. Carabinieri, in divisa, in orario di lavoro. Cambiavano i soldi e si attaccavano alle macchinette. Lo hanno fatto per mesi, tanti, il brigadiere e il carabiniere scelto. Tanti mesi, secondo chi li teneva d’occhio.

Non potevano passare inosservati: né ai gestori, né ai clienti della sala slot Admiral di Levata di Curtatone. Né ai colleghi.


È stato uno di loro, in aprile, ad indagare, a controllarli, e a capire che quelle che giravano sulla strana coppia non erano solo voci al veleno. Ha fatto la segnalazione all’Arma e da via Chiassi le carte sono arrivate in Procura.

Il brigadiere, non lontanissimo dalla pensione, l’altro, molto più giovane, con 9 anni di servizio alle spalle. Sempre loro due. A parte qualche rara occasione, forse solo una, in cui il brigadiere, di pattuglia con un carabiniere donna fresca di assegnazione, se l’è portata dietro. E nei guai è finita anche lei. Guai molto seri che potrebbero costare a tutti il posto di lavoro. Truffa ai danni dello Stato, continuata, in concorso, aggravata perché commessa da pubblici ufficiali: questo il reato per il quale i tre sono indagati dalla Procura. Ma non è tutto: perché devono anche rispondere di gravissime violazioni al codice militare.

Il mese scorso, quando la Procura ha tirato i fili dell’inchiesta, sono stati tutti sospesi dal servizio, ma poi reintegrati. Un provvedimento, quest’ultimo, contro cui la Procura ha fatto ricorso soltanto per i due aficionados delle slot, non contestando invece il reintegro per la donna. La posizione di quest’ultima con ogni probabilità verrà stralciata e potrebbe uscire da questa storiaccia con le ossa non completamente rotte. Da quello che è emerso sarebbe stata “trascinata” all’Admiral dal maggiore in grado, e non si sarebbe opposta. L’udienza sul ricorso contro il reintegro in servizio si terrà a Brescia a fine mese.

Le testimonianze dei frequentatori della sala slot di Levata sono state avvalorate dalle riprese delle videocamere posizionate nel locale, finite nel faldone in mano alla Procura. Riprese che tolgono ogni dubbio sulle attività dei due militari all’Admiral. Attività che non hanno nulla a che vedere con il loro ruolo di tutori dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Malati di slot? Non in senso letterale. Perché dopo la “scoperta” del loro vizio sembra che i due siano stati sottoposti a colloqui con medici e psicologi per capire se fossero affetti da ludopatia: il verdetto è secretato, ma secondo indiscrezioni per loro non si potrebbe parlare di una patologia, che forse alleggerirebbe la loro posizione, ma solo di un vizio.


 

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