Il Polichirurgico come un forno, spuntano ventilatori e pinguini

Caldo e afa al quarto piano del vecchio ospedale: «Di notte si fatica a dormire». Potenziato l’impianto in attesa di dotare l’intero edificio di nuovi climatizzatori 

MANTOVA. Di giorno fa caldo, di notte si boccheggia. E sono tanti i pazienti che non riescono a dormire e al mattino si trovano con la maglietta madida di sudore. Benvenuti ancora una volta al quarto piano del Polichirurgico del Carlo Poma, dove ad ogni ondata di calore estiva il reparto di Ortopedia, con gli annessi ambulatori, diventa un forno.

Con la repentina impennata della temperature di queste ore, come ormai accade da anni, sono spuntati immediatamente ventilatori, pinguini e ventagli. Il quarto piano del Polichirurgico è la parte più vecchia dell’ospedale di Mantova e nonostante i ripetuti interventi di adeguamento è sempre rimasto quello più vulnerabile sotto il profilo climatico.


Quest’anno, però, in attesa del maxi intervento risolutore che prevede la ristrutturazione dell’intero complesso, i tecnici dell’Asst di Mantova hanno aumentato la potenza dell’impianto di condizionamento, accompagnandolo sempre però con la consueta dotazioni di ventilatori e condizionatori portatili. Nelle ultime ore sono apparsi i dispositivi di ventilazione sia nelle stanze sia negli ambulatori.

«Quest’anno – fa sapere il personale medico – si sta un po’ meglio. Certo il caldo si fa sentire, ma almeno abbiamo guadagnato qualche grado in meno rispetto all’anno scorso. Siamo tutti in attesa dei lavori di ristrutturazione che una volta ultimati dovrebbero risolvere una volta per tutte il problema caldo».

Nelle stanze di degenza c’è chi si lamenta e chi sostiene che il calore sia sopportabile. «Di giorno – sottolinea un paziente – riusciamo a respirare, ma la notte la situazione diventa pesante soprattutto là dove il sole batte contro le finestre tutto il giorno».

«Io – sbuffa un anziano degente con letto a fianco – mi sveglio al mattino con la maglietta completamente bagnata di sudore». Situazione normale nel resto dell’ospedale e nelle parti di più recente costruzione. Anche al Polichirurgico man mano che si scende verso il piano terra la temperatura diventa nettamente più accettabile. Ieri mattina, come se tutto questo non bastasse, sono andati in tilt anche alcuni ascensori, costringendo alcuni pazienti ad arrampicarsi lungo le scale dal piano terra al terzo e quarto piano del Polichirurgico. Aspettando i tanto attesi lavori di ristrutturazione che dureranno tre anni per un impegno di spesa di undici milioni di euro.

L'intervento contempla l'adeguamento e la riqualificazione strutturale e tecnologica dell'edificio. Si interverrà sugli aspetti edili con il miglioramento sismico, sugli impianti elettrici, speciali e meccanici (climatizzazione, idrici sanitari, idrici antincendio, gas medicinali) e per superare le barriere architettoniche.


 

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