Mantova, inchiesta sulla Bustaffa: la procura chiede dodici rinvii a giudizio

Tra le accuse ci sono frode alimentare e inquinamento. Finisce nei guai per corruzione anche un carabiniere

MANTOVA. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per dodici persone accusate di frode alimentare e inquinamento ambientale nell’ambito dell’attività della Bustaffa. L’indagine sull’azienda alimentare di Bagnolo, che produce formaggi e latticini, ha interessato diversi filoni: frode alimentare per prodotti secondo l’accusa spacciati per biologici ma che in realtà non lo erano; inquinamento ambientale e delitti contro la pubblica amministrazione, tra cui il traffico di influenze illecite, reato introdotto di recente dal legislatore che si configura nel tentativo di facilitare autorizzazioni e controlli di natura ambientale da parte di funzionari pubblici.

L’attività dell’inchiesta, coordinata dal procuratore Manuela Fasolato, è stata portata avanti con intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di pedinamento, assunzione di informazioni da testimoni e attività di perquisizione, ispezione e sequestri.


Nei guai è finito anche un carabiniere, indagato per rivelazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento e infine per corruzione. Avrebbe, sempre secondo l’ipotesi d’accusa, ottenuto diversi benefit dalla Bustaffa: tra questi anche l’utilizzo dell’auto aziendale per uso personale.

Rilevante anche il filone del traffico di influenze illecite. Una serie di professionisti, esperti in ambito ambientale, sarebbero stati – sempre secondo l’accusa – strapagati per i loro rapporti privilegiati con un funzionario della Provincia che comunque non rientra nella lista degli indagati.

Tra i reati contestati anche la frode alimentare per prodotti lattiero caseari qualificati come biologici.

Si ipotizzano anche reati di inquinamento ambientale, con riferimento a sversamenti nel canale Gherardo di Bagnolo San Vito, violazione del testo unico ambientale e delitti contro la pubblica amministrazione.

L’indagine è iniziata nel mese di luglio dell’anno scorso ed è stata condotta dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri insieme al Nas di Brescia. Il delitto di traffico di influenze illecite, previsto dal legislatore per sanzionare anche le condotte che precedono la corruzione, è stato contestato a più persone che hanno un ruolo alla Bustaffa e ad alcuni liberi professionisti. 




 

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