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Non riescono a pagare l’affitto, sfratto evitato per 50 famiglie

Il Comune e la Regione coprono le morosità incolpevoli degli inquilini Aler. I contributi solo in situazioni estreme. L’assessore: nessun aiuto ai furbetti

Nicola Corradini
1 minuto di lettura

MANTOVA. Rischio sfratto evitato per una cinquantina di inquilini morosi (famiglie e anziani soli) degli alloggi Aler di città, che hanno saputo dimostrare di essere in condizioni economiche tali da rendere particolarmente difficile il regolare pagamento dell’affitto. Si tratta della cosiddette “morosità incolpevoli”, per le quali sono previste misure di sostegno e aiuto con fondi regionali e comunali. La decisione di intervenire in favore di questi inquilini è stata presa dal tavolo sfratti istituito nei primi mesi del 2018 da Aler e Comune. L’organismo, composto da tecnici del settore casa e dei servizi sociali del Comune e i responsabili degli uffici di viale Risorgimento dell’Aler di Brescia, Mantova e Cremona, ha analizzato la situazione degli inquilini interessati ai provvedimenti di sfratto.

Si tratta di valutare con attenzione la situazione economica e sociale degli inquilini, del loro impegno nel rispettare i piani di rientro. Le morosità vanno da alcune centinaia di euro fino a superare i 5mila euro. Il tetto massimo sul quale può scattare il contributo regionale e comunale è di 8mila euro. La valutazione serve anche a escludere dal contributo i morosi colpevoli. Per questi casi scattano le normali procedure che arrivano, se la morosità non viene sanata, allo sfratto.

«Grazie all'impegno economico del Comune che ha deciso di stanziare 35mila euro nonché all'utilizzo del contributo di solidarietà di Regione Lombardia che verrà erogato da Aler – spiega l’assessore alla casa Nicola Martinelli – molti sfratti sono stati chiusi, ove la morosità era di importi ridotti, in altri casi lo sfratto è stato rinviato». Il Comune aveva messo in bilancio 50mila euro nel 2018 per questa voce, cifra raddoppiata nel 2019. Da parte sua il presidente di Aler, Albano Bertoldo, dichiara che questi interventi «avvengono grazie all’impegno della Regione e dell’assessore Stefani».

«Il tavolo sfratti, nato con questa amministrazione, rappresenta uno strumento importante per la gestione del disagio abitativo – osserva Martinelli – stiamo parlando di situazioni di fragilità. Ad esempio famiglie con bambini i che si trovano nelle condizioni di non avere i liquidi per pagare l’affitto, spesso per eventi che non dipendono dalla loro volontà. Oppure anziani soli. Si tratta di un intervento che non riguarda gli eventuali furbetti, i fondi sono destinati esclusivamente a chi si comporta correttamente. Per questa ragione le verifiche sono serie e approfondite». E aggiunge: «La collaborazione con Aler dà buoni frutti ma restano aperte questioni legate agli scarsi investimenti che la Regione, e di conseguenza Aler, fa in termini di manutenzione, riqualificazione e recupero di alloggi a fronte di liste d’attesa molto lunghe».


 

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