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Fondi per assumere medici e infermieri e arrivano le nuove regole per le liste d’attesa

Fiasconaro (M5S): «Soldi dal governo, si faccia presto» Forattini (Pd): «Bisogna accelerare con l’agenda unica»

MANTOVA. Fondi per l’assunzione di personale sanitario e nuove regole per redigere i piani attuativi dei tempi d’attesa.

Importanti novità sul fronte della sanità lombarda e mantovana per contrastare la cronica carenza di camici bianchi in ospedale e per ridurre il periodo che intercorre tra il momento della domanda di prestazione e l’erogazione di visite ed esami. L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, nel corso dell’audizione in commissione regionale Sanità ha confermato che grazie al decreto Calabria/Sanità del ministro della Salute Giulia Grillo saranno disponibili 15 milioni nel 2019 e 21 milioni nel 2020 per nuove assunzioni di personale sanitario. Lo rende noto il consigliere regionale del M5S Andrea Fiasconaro: «È una giornata importante per la sanità lombarda. Grazie al ministro Grillo e al decreto Calabria nei prossimi due anni si potrà assumere nuovo personale iniziando a superare le carenze croniche di cui soffre anche il Carlo Poma».


Una boccata d’ossigeno contro la mancanza di medici e infermieri negli ospedali che fanno capo all’Asst di Mantova? «Speriamo di sì – sottolinea Fiasconaro – certo ora l’Asst e Ats dovranno darsi da fare per far arrivare a Mantova questi finanziamenti».

Sul fronte liste d’attesa per le prestazioni sanitarie, come evidenziato in queste ultime ore dall’inchiesta pubblicata dalla Gazzetta di Mantova, i problemi legati ai ritardi per ottenere un appuntamento con uno specialista sono tutt’altro che risolti.



Fiasconaro e il consigliere regionale del Pd, Antonella Forattini, spiegano che una prima risposta deve arrivare attraverso l’istituzione di un’agenda unica di tutte le strutture.

«Oggi il cittadino – incalza la Forattini – si sente rispondere che deve attendere mesi, mentre magari in una struttura privata accreditata potrebbe avere la stessa prestazione in tempi molto più brevi. Dopo diverse resistenze, l’assessore Gallera ha finalmente deciso, nelle scorse settimane, di prevederlo per legge: è un primo importante passo a cui auspichiamo che seguano presto i fatti. Nella normativa attuale c’è, però, una forte incongruenza da sanare. Rivolgersi ad una struttura privata non convenzionata per accorciare i tempi di attesa, di fatto, sarebbe possibile ma la legge lombarda prevede che il posto vada ricercato entro tutte le strutture dell’intera Ats. Questo significa che i mantovani dovrebbero essere disponibili a fare visite anche a Cremona, perché l’Ats è unica. E’ ovvio, però, che ad esempio un cittadino di Poggio Rusco non possa fare 190 chilometri per fare un esame a Pandino di Cremona».

Nel frattempo si apprende anche che le Ats dovranno adeguarsi al nuovo piano sul governo delle liste d’attesa che prevede importanti novità.

Eccone alcune. Le Regioni hanno due mesi di tempo per recepire il piano nazionale di governo delle liste d’attesa con un piano regionale. Grazie al Cup online i pazienti potranno consultare in tempo reale l’attesa relativa a visite e esami erogati in regime istituzionale o in libera professione e prenotare e modificare gli appuntamenti già presi. I controlli potranno essere prescritti anche dallo specialista senza che il paziente sia rimandato al medico di famiglia per la prescrizione.

Dal primo gennaio 2020 riduzione da 180 a 120 giorni del periodo massimo per ottenere una prestazione di classe P (programmabile). Nelle strutture che non rispetteranno i tempi di attesa individuati dalla Regione si potrà attuare il blocco dell’attività libero professionale intramuraria.

I direttori generali potranno essere rimossi se non rispetteranno i tempi massimi di attesa stabiliti per legge. La Regione vigilerà maggiormente su liste bloccate e agende chiuse. Il paziente può richiedere alla direzione sanitaria di prendere visione della sua posizione nell’agenda dei ricoveri.




 

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