Orticoltura hi-tech: una pianta in cubetti pronta per il trapianto

L’azienda familiare Gremizzi di Asola ha una ventina di dipendenti. Coldiretti: «Un modello di efficienza che ci rende orgogliosi» 

MANTOVA. Dal seme alla pianta in cubetti pronta per il trapianto. L’orticoltura hi-tech è ad Asola, nell’azienda agricola che Sergio Gremizzi conduce insieme alla moglie Vilma e alle figlie Micaela e Ilaria. Una ventina sono i dipendenti, tra fissi e stagionali, assunti per seguire un’attività al servizio della filiera orticola, con una grande varietà di prodotti coltivati in 2,7 ettari di serre ad alto tasso di innovazione. «Un modello di impresa che ci rende orgogliosi a livello italiano per efficienza, organizzazione e tecnologia», commenta Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova.

Nell’azienda di Sergio Gremizzi sono coltivate oltre 110 milioni di piantine di ortaggi da foglia (lattughe, indivie, radicchio, basilico, brassiche in genere, biete da costa, finocchio, prezzemolo, rucola e altre specie in minori quantità).


L’intero procedimento – spiega Micaela Gremizzi - è studiato nei minimi particolari, portando quindi a una produzione programmata che tiene conto degli ordini dei clienti con le rispettive consegne, partendo dal lotto di semi, sottoposto ad un test di germinabilità per procedere poi alla semina. I passaggi previsti sono quelli del caricamento della torba per poi passare al nastro trasportatore sul quale il terriccio viene disposto a seconda della dimensione del cubetto desiderato (ben quattro diverse misure, fino a un massimo di 5,5 centimetri di lato).

Questo iter consente una facile deposizione automatizzata del seme nel cubetto. Concluso il lavoro di semina, si passa alle celle di germinazione e da qui alle serre vivaistiche. In quest’ultime, attraverso tecniche e tempistiche di “cura” diverse, si ottiene la piantina pronta per la commercializzazione. «Le nostre piante sono un prodotto di alta qualità e il passaparola dei clienti soddisfatti è ancora il sistema di contatto più diffuso – spiega Sergio Gremizzi -. Le vendite sono focalizzate maggiormente al Nord Italia, segue il Centro Italia, Sud Italia e una discreta parte viene consegnata all’estero, in particolare Grecia, Ungheria, Svizzera, Romania e Kosovo».

Si sta affermando molto, tra le specie coltivate tutto il periodo dell’anno, il basilico, ingrediente tipico della cucina italiana, così come si sta diffondendo, seppure molto più lentamente, la coltivazione idroponica (fuori suolo), grazie alla riduzione dei rischi atmosferici legati alle colture in campo aperto.
 

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