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Vendita edifici: quattro anni di ricavi limitati

Dal piano alienazioni si punta a realizzare nel 2020 oltre dieci milioni di euro. Dal 2015 però sono arrivati meno di due milioni

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. Ottimismo. È ciò che pervade l’aggiornamento del Documento unico di programmazione della giunta Palazzi in seguito all’assestamento di bilancio di fine luglio. Per il prossimo anno, quello elettorale, il sindaco ha aggiunto una serie di opere pubbliche per un ammontare di 11 milioni 200mila euro, da finanziare principalmente con il piano alienazioni. La vendita degli immobili di proprietà comunali ritenuti non più strategici per perseguire le finalità dell’ente dovrebbe portare nelle casse di via Roma 10 milioni 830mila euro (più di 25 milioni fino al 2022).

E da qui si intravvede l’ottimismo di cui si parlava all’inizio. Difficile, se non impossibile, che il Comune riesca a vendere gli immobili inseriti nel piano alienazioni e riesca a incassare quanto previsto. Questo perché negli anni non si è mai verificata questa eventualità. Limitandoci al periodo della giunta Palazzi, finora gli incassi sono stati ben al di sotto delle previsioni. Nel 2015 il centrosinistra, subentrato al centrodestra a metà anno, incassò dalla vendita di alloggi e autorimesse di edilizia residenziale pubblica 322mila euro. L’anno dopo andò peggio: appena 126mila euro sempre dagli appartamenti e dai garage «popolari». Il record, finora, resta il 2017, quando il Comune incassò 1 milione e 560mila euro grazie allo scambio con Tea (alla multiutility il complesso immobiliare Buttafochi-Mosca, al Comune un’area a Bosco Virgiliano per ricavarvi i campetti della Mantovana Junior nell’ambito di Mantova Hub).

Nel 2018 il Comune riuscì a vendere solo alcuni appartamenti popolari, per circa 77mila euro. Fino al primo agosto scorso sono stati incassati altri 162mila euro grazie alla cessione di un alloggio e di un terreno a Mynet.

Come si vede, mettere insieme 10 milioni di euro è un’impresa titanica. E allora, significa che quelle opere in programma l’anno prossimo non si faranno più? No di certo. Il Comune potrà mantenere fede alle sue promesse trovando altre fonti di finanziamento come l’avanzo, gli oneri di urbanizzazione e i contributi vari. Certo, politicamente non è mai bello sbagliare le previsioni.

Il piano del Comune prevede la vendita di sedici appartamenti di edilizia residenziale pubblica nei prossimi tre anni, per un incasso previsto di 952mila euro. Il valore di ognuno va dai 34mila ai 90mila euro. In vendita anche 35 autorimesse e due cantine, da cui si spera di incassare 200mila euro.

Ci sono poi gli immobili più costosi, valutati 22 milioni 933mila euro. Tra loro ci sono le Pescherie di levante (la prima asta è andata deserta) valutate 168mila euro ma destinate a ribassarsi del 20%, i locali che sotto Palazzo della Ragione ospitano un bar, anche loro già messi inutilmente all’incanto per 369mila euro, gli uffici giudiziari di via Chiassi (2 milioni), la sede della polizia locale in viale Fiume (4.155.000), quella dei servizi sociali in via Conciliazione (1.280.000) e palazzo Soardi (4.255.000) e i due plessi della scuola Mantegna (5.600.000 circa). In vendita anche 35 aree, tra residenziali e produttive, per tre milioni 570mila euro complessivi.
 

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