Il bello del calcio senza agonismo: ora gli Amici sognano un campo

Castel Goffredo. Da 15 anni esiste un’associazione per riscoprire i valori del gioco più amato  

CASTEL GOFFREDO. Quella dell’associazione castellana “Amici del calcio” è una storia che ha il sapore di un’epoca ormai passata, quella di quando si giocava di pomeriggio a calcio, sui campi degli oratori. Non serviva divisa, ma bastavano solo magliette di diverso colore (o di tinte simili), per mettere in campo due squadre. Non c’era bisogno di avere in campo piccoli Ronaldo, Messi o Neymar, ma bastava solo la presenza di chi non aveva da finire i compiti o li aveva già finiti (o ancora, semplicemente, non li faceva). L’obiettivo era stare insieme, giocare e divertirsi.

Con questo stesso spirito 15 anni fa un gruppo di otto genitori di Castel Goffredo ha dato vita all’associazione Amici del calcio. «Il nostro scopo era creare un gruppo per far giocare i bambini a calcio senza il tarlo dell’agonismo, della sfida e dell’impegno delle partite di torneo – spiega Daniele Bergamini, tra i fondatori del gruppo – e così ci siamo ispirati a quando da bambini si giocava nei campi degli oratori».


Da qui è partita un’idea che oggi è diventata realtà con oltre 70 ragazzi che vanno dalla quarta elementare alla seconda superiore. Un gruppo ampio che si ritrova due volte a settimana per allenarsi e giocare. «Il tutto non è finalizzato all’agonismo, alla sfida. Partecipiamo a tornei in oratorio, se si tratta di occasioni speciali, come il recente memorial Lorenzo Falcone di Castiglione, o comunque occasioni di sfide amichevoli sempre nel circuito degli oratori» spiega Bergamini.

Un gruppo senza scopo di lucro, in cui genitori volontari gestiscono un campetto – accanto a quello della blasonata squadra della Castellana – che tengono curato e nel quale due volte a settimana gli oltre 70 ragazzi, divisi i tre gruppi, di allenano e giocano.

«Il sogno è avere un nostro campo – spiega Bergamini – dato che oggi siamo ospitati dalla Polisportiva di Castel Goffredo. Un tempo era facile avere spazi per giocare negli oratori, oggi la cosa è difficile. Nel Mantovano soprattutto. Nel Bresciano, dove andiamo a giocare, ci sono ancora, ma qui nell’Alto Mantovano ormai è difficile».

L’attività è sostenuta dai soci e da feste, come l’occasione di domenica scorsa sotto i portici di piazza Mazzini con lo spiedo solidale che è servito per raccogliere fondi devoluti proprio agli Amici del calcio per sostenere le loro attività.

«Siamo aperti alle collaborazioni, se qualcuno ci volesse aiutare e aggregarsi è ben accetto. Sarebbe bello che ci fossero giovani che ci affiancassero. Il tempo passa per tutti, l’entusiasmo resta, ma un ricambio e un aiuto sarebbe necessario, dato che al momento sono poche le persone che portano avanti questo progetto e questa idea che, voglio ricordarlo, non è nata con scopo di lucro e neppure per promuovere sfide e agonismo».

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