Tagli ai Comuni fusi: l’avanzo del 2018 salva il nuovo bilancio

Dallo Stato arrivano 415mila euro invece di 600mila. Ma l’amministrazione non rinuncia a servizi e investimenti 

SERMIDE E FELONICA. Non ci sono stati contraccolpi sul bilancio di Sermide e Felonica, dopo il taglio di trasferimenti ai Comuni che si sono fusi. Il Comune, nato nel 2017 dalla fusione per incorporazione tra Sermide e Felonica, si è visto decurtare i trasferimenti statali di 255mila euro, ma con le varianti approvate entro luglio, le voci di spesa non sono state toccate.

Questo è stato possibile grazie al fatto che Sermide e Felonica può contare su un consistente avanzo d'amministrazione. Il bilancio era stato redatto durante la gestione del commissario prefettizio. Secondo le previsioni, il nuovo Comune avrebbe potuto contare su un trasferimento statale di 670mila euro che, con il provvedimento del Governo del 26 giugno scorso che tagliava i fondi alle fusioni, si è ridotto a 415mila euro. Il commissario non aveva impegnato sul bilancio del 2019 tutti i fondi stimati, quindi l'ammanco sul bilancio non risultava di 255mila euro, ma di 133mila. Fondi che sono stati recuperati dagli introiti derivanti dai fondi ex Ici della centrale elettrica della frazione di Moglia. Quindi con la variazione di bilancio, l'amministrazione è andata a sostituire le coperture per le voci di spesa previste. E ha destinato parte dei fondi Ici della centrale a copertura del minor trasferimento statale per i Comuni fusi.

«Con questa operazione non sono stati fatti tagli a quanto previsto in bilancio - fa sapere l'amministrazione – va precisato che il bilancio 2019 è quello del commissario prefettizio, quindi non ci sono ancora evidenti scelte politiche. Molte delle opere pubbliche in previsione sono opere che devono essere realizzate ed erano già in programma dal 2017». E in questi giorni la compagine di Mirco Bortesi è al lavoro sul Documento unico di programmazione, l'obiettivo è presentare il Dup in settembre.

«Una volta pronto quel documento di indirizzo – aggiungono dalla maggioranza – si vedrà una prima impronta delle nostre scelte, con l'assestamento di bilancio di novembre. Va precisato che il taglio di trasferimenti non ci ha colpito più di tanto anche perché, nel 2017, quando la fusione è partita avevamo previsto di poter contare su circa 500mila euro e l'importo era poi cresciuto nei due anni successivi». —

 

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