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Pronto soccorso ancora in allarme: nessun medico parteciperà al concorso

Gli iscritti al bando pubblico hanno trovato posto altrove. Troppo lungo l’arco di tempo tra l’apertura e la scadenza

MANTOVA. A maggio il numero dei candidati al concorso fissato per settembre aveva raggiunto un vero e proprio record: sette iscritti, come non era mai successo negli ultimi anni.

Una partecipazione che aveva fatto ben sperare per la copertura di almeno cinque dei sette medici – oggi diventati otto – che mancano in organico al pronto soccorso del Carlo Poma su un totale di 24.


Ma nel frattempo è venuta a galla un’amara realtà: tutti i camici bianchi che si sono iscritti al concorso per ridare fiato al reparto dell’emergenza-urgenza del Carlo Poma hanno già trovato un ospedale che li ha assunti. E quindi è ormai quasi certo che nessuno di loro si presenterà al tavolo della commissione giudicatrice.

Una brutta notizia che getta nello sconforto il personale sanitario del pronto soccorso: medici, infermieri e operatori sociosanitari che ogni giorno sono costretti a un tour del force per dare una risposta in tempi ragionevoli ai quasi 150 pazienti che reclamano assistenza.

A questo punto ai vertici amministrativi del Poma non resta altro che riaprire velocemente un nuovo concorso con una scadenza più breve: non più sei mesi ma al massimo tre, nella speranza che nel frattempo chi si iscrive non riesca a trovare un’altra sistemazione.

Il bando che probabilmente andrà riproposto è quello per assumere 5 medici, quattro al Poma e uno al l’ospedale di Pieve di Coriano.

Attualmente la carenza di medici ha raggiunto le otto unità e i camici bianchi in servizio per diversi mesi sono stati costretti a turni massacranti, a volte con il doppio delle notti rispetto a un organico a pieno regime.

Per ovviare a questa situazione i vertici del Poma, su richiesta del capo dipartimento di Emergenza Urgenza Mario Luppi, hanno arruolato cinque medici gettonisti, tutti stranieri, forniti da una cooperativa. Ed è più che probabile, a questo punto, che il loro contratto si allungherà fino all’espletamento del nuovo concorso.

Nell’ultimo concorso ancora in vigore, quello del 20 marzo, l’Asst di Mantova aveva allargato le maglie dell’iscrizione. Non più un bando tradizionale solo per chi ha la specializzazione in medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza, ma una gara alla quale è stata concessa la partecipazione anche a personale non specializzato, a patto che abbia almeno cinque anni di prestazione continuativa nei servizi di emergenza e urgenza negli enti del servizio sanitario nazionale, e aperta ai medici in formazione specialistica iscritti all’ultimo anno.

A dimostrazione della difficoltà a reclutare medici che vogliano lavorare nei pronto soccorso è da registrare il tentativo messo in atto nel dicembre dello scorso anno per reperire personale attraverso un avviso pubblico di mobilità interna. Alla scadenza non è arrivata nessuna domanda di partecipazione.

Ma non è tutto: a marzo la caccia agli specialisti da inserire nell’organico del reparto era arrivata fino in Sud America. In quei giorni il Poma aveva infatti preso contatti con uno specialista sudamericano con laurea conseguita in Spagna, riconosciuta nell’area comunitaria e dunque spendibile anche in Italia.

In un primo momento il medico sembrava aver accettato di buon grado il trasferimento a Mantova ma poi non se n’è più fatto nulla. 


 

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