Contenuto riservato agli abbonati

Poche librerie e mostre: Mantova povera di svaghi

Il Sole 24 Ore esamina le 107 province e mette quella virgiliana al 52º posto. Per tutti gli spettacoli l’anno scorso i cittadini hanno speso solo 29 euro a testa


MANTOVA. Avere del tempo libero e non sapere come impiegarlo è avvilente, se non fonte di depressione. Meglio, quindi, crearsi un hobby senza sperare nell’aiuto di quello che può offrire il territorio. Perché, se si guarda alla classifica del Sole 24 Ore sulle province più dinamiche nel proporre a residenti e turisti varie opportunità di svago, quella di Mantova risulta una delle meno «attrezzate».

Classifica

L’indagine del quotidiano economico evidenza che nel Mantovano ci sono pochi cinema, teatri, concerti, persino poche librerie, nonostante il suo capoluogo sia la culla del Festivaletteratura. Sommando i punteggi attribuiti ai 12 indicatori scelti per fotografare il tempo libero, Mantova figura al 52° posto nella classifica tra le 107 province, con un’offerta culturale di 126 spettacoli ogni 10 chilometri quadrati. Una posizione di mezzo con poche luci e molte ombre. L’unica consolazione è che dietro ci sono molte delle province vicine e con cui è in competizione (più o meno manifesta): Modena (53ª), Reggio Emilia (54ª) e Cremona (63ª). E che per numero di eventi offerti è al 48° posto. Davanti rimangono i «miti» Verona (11ª), Ferrara (26ª)e Parma (40ª), difficili da raggiungere.

Indicatori

È Rimini la provincia leader del tempo libero, seguita da Firenze, Venezia, Trieste, Milano e Siena. Il Sole ha preso in esame l’offerta culturale e turistica delle 107 province e ha incrociato i 12 indicatori: densità turistica, permanenza media dei visitatori, ricettività (riferiti al 2018), numero di ristoranti e bar, librerie (giugno 2019), cinema, concerti, mostre ed esposizioni, teatri ed eventi sportivi, spesa dei cittadini in cinema e teatro e per tutti gli spettacoli (2018). Ciascuno degli indicatori fotografa un diverso aspetto del tempo libero sul territorio ed evidenzia gli aspetti positivi o negativi di una provincia.



Territorio

Dove è quasi sempre il capoluogo ad avere un effetto trainante. Non è così per il Mantovano. La città dei Gonzaga investe in concerti, sostiene il Festivaletteratura e il Mantova Film Fest, promuove mostre, si prende il titolo di città europea dello sport, ma non diventa un esempio da imitare. Le classifiche parziali di ciascun indicatore collocano la provincia tra il 20° posto per numero di concerti, appena uno, ogni mille abitanti e il 95° per la permanenza media sul territorio (2,1 notti). Il Mantovano si colloca al 29° posto per numero di rappresentazioni teatrali, appena 2,5 ogni mille abitanti. Trieste, che è prima, ne ha 5,56, il doppio; Vicenza, decima, 3,42.

Spettacoli

Anche sul fronte del cinema le cose non vanno meglio. Le proiezioni, ogni mille abitanti, sono 45,2 (60° posto). Le mostre sono appena 0,7 ogni mille abitanti (le migliori sono Valle d’Aosta, Ancona e Venezia comprese tra gli 8,5 e 5,4). Il tutto si traduce in una spesa pro capite per cinema e teatro di 11,9 euro, lontani dai 44 euro di Verona, 40 di Milano, 35 di Trieste; quella pro capite per tutti gli spettacoli per Mantova ammonta a 29,5 euro mentre per Verona, prima, a 183 euro, per Rimini (2ª) a 157, per Milano (3ª) a 124.
 

Video del giorno

Successo per la Buratto e Ocm al Sociale di Mantova

La guida allo shopping del Gruppo Gedi