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Nei guai l’ex patron dell’Acm per il crac del gruppo Sicurint

La procura di Verona chiede il rinvio a giudizio per Michele Lodi e altri quindici. L’accusa è di associazione a delinquere. E c’è un’inchiesta bis per la bancarotta

MANTOVA. La prima intervista con la Gazzetta da presidente del Mantova la fece nella sede del suo piccolo, grande impero: il gruppo Sicurint a Verona. Vigilanza, logistica, trasporti, igienizzazione. Correva la primavera 2013 e Michele Lodi era l’uomo del momento, sulla cresta dell’onda, sul trono di un’azienda con 2mila dipendenti, 22 società, filiali a Padova e Bologna. La sua avventura da patron biancorosso finì con l’estate del 2014, quella da imprenditore pochi mesi più tardi: a febbraio 2015 il Sicurint Group fece crac, naufragando contro lo scoglio di un debito milionario.

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