Da Mantova a Reggio Emilia direttamente in treno, Bonaccini annuncia: «Obiettivo vicino»

Il presidente dell’Emilia-Romagna alla festa dell’Unità: «Autonomia regionale? Il nostro è il vero progetto»  

MANTOVA. Il tema è quello delle autonomie differenziate, ma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, non si sottrae a domande più immediate, che puntano dritto al nodo dei collegamenti con la provincia di Mantova. Così a margine del dibattito alla Festa dell’Unità in piazza Virgiliana, dove l’ex governatore della Lombardia, Roberto Maroni, è assente giustificato. A discutere con Bonaccini c’è Mattia Palazzi, per il quale il presidente dell’Emilia-Romagna ha parole di stima («da sindaco ha lavorato molto bene»).

La domanda è secca: Mantova-Reggio Emilia, a quando un collegamento ferroviario diretto, anche con la Mediopadana? «Per rendere possibile un collegamento fra Mantova e Reggio Emilia, via Suzzara, è necessario procedere all’elettrificazione della linea Reggio Emilia-Guastalla e Guastalla-Suzzara – la risposta – L’elettrificazione della prima è in corso e sarà conclusa all’inizio del 2020. Per quanto riguarda la seconda, stiamo completando la definizione dei finanziamenti necessari per arrivare a cantierare l’intervento già l’anno prossimo. A quel punto sarà possibile fare un collegamento diretto. È un nostro obiettivo prioritario e lo raggiungeremo, coerentemente con gli enormi investimenti che abbiamo fatto in questi anni sulle ferrovie regionali». Altro inciampo ferroviario: Mantova-Modena, c’è il timore che i lavori alla linea subiscano nuovi ritardi. «Rfi ci ha confermato che la riapertura è prevista per il 10 settembre. Vigileremo affinché la scadenza venga rispettata» assicura Bonaccini.

Che, rispetto al tema della serata, marca così la differenza con le proposte di Veneto e Lombardia: «Con il nostro progetto, condiviso e scritto fin dall’inizio con tutte le parti sociali e nel pieno rispetto della Costituzione, chiediamo la competenza diretta di 15 delle 23 materie possibili, perché per noi autonomia significa qualità. E senza chiedere un solo euro in più rispetto ai fondi che già ora lo Stato spende per gestirle, nella convinzione di poterli utilizzare meglio e dare risposte più veloci ed efficaci a cittadini, territori e imprese dell’Emilia Romagna su sanità, sviluppo, lavoro, territorio e ambiente. La scuola? Il sistema deve essere nazionale e va potenziato in quanto tale». Altra storia rispetto a «chi proponeva di trattenere 9/10 di fiscalità, che avrebbe significato secessione».

Progetto che, riferisce Bonaccini, ha incontrato l’apprezzamento di Conte e di alcuni ministri pentastellati. A confortare il presidente dell’Emilia Romagna è anche la mossa di Di Maio, che ha inserito il tema dell’autonomia nel decalogo per il confronto con il Pd, ponendo la questione dei livelli essenziali delle prestazioni, da garantire allo stesso modo in tutto il Paese. «Proposta che io per primo ha fatto nei mesi scorsi» rivendica Bonaccini. Un pronostico sulla crisi? «Abbiamo bisogno di un Governo che governi, per far ripartire il Paese. Qualcuno crede davvero che nuove elezioni servano a dare risposte ai problemi degli italiani?».

Video del giorno

Lady Diana, all'asta la Ford Escort del 1981 che le regalò il principe Carlo

La guida allo shopping del Gruppo Gedi