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Paola uccisa un anno fa dalla badante a Canneto: la sorella chiede più sicurezza

«Non sia morta invano si lavori contro le ingiustizie». Incapace d’intendere e volere: l’assassina della bibliotecaria non è più processabile

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CANNETO SULL'OGLIO. È passato un anno dal feroce assassinio di Paola Beretta, la bibliotecaria 54enne di Canneto, accoltellata a morte da una badante polacca impazzita che nessuno ha saputo fermare in tempo. Ma non è passato invece il desiderio di sicurezza, quello che ti rende tranquillo quando stai in casa o passeggi per strada. Un desiderio che si traduce, per i familiari di Paola, in una ferrea convinzione: la sua morte poteva essere evitata. La famiglia, nel suo riserbo, non si rassegna. E la sorella Maria Rosa Beretta va oltre e commenta: «Vorrei riallacciare quel dialogo iniziato un anno fa, il 9 settembre 2018, con il direttore della Gazzetta di Mantova che aveva scritto su quanto sia importante la sicurezza. Ecco, vorrei che Paola non fosse morta invano e che si iniziasse davvero un dibattito, proprio per evitare altre morti ingiuste e intollerabili».

Domenica 1 settembre sarà l’anniversario della tragica morte di Paola Beretta ammazzata da Barbara Chmurzynska, la badante, che però non sarà processata. Assolutamente incapace di intendere e volere, appena si libererà un posto, sarà confinata in una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) dell’ ex ospedale psichiatrico-giudiziario di Castiglione.

È il primo settembre 2018 quando la badante polacca di 58 anni impugna due grossi coltelli da macellaio, uno per mano, ed entra al museo civico di Canneto come una normale turista, per poi mettersi a urlare frasi sconclusionate e colpire chiunque trovi sul suo cammino. Un vero e proprio pomeriggio di follia. Paola Beretta viene uccisa con un fendente all’altezza del cuore, e altre tre persone rimangono ferite, per fortuna in modo lieve. Poco dopo il raptus omicida, l’accoltellatrice viene neutralizzata da alcuni passanti (tra cui il comandante della polizia locale di Asola, Marco Quatti) che le gettano addosso una bicicletta e le tolgono l’arma con un bastone.

La famiglia di Paola Beretta si è rivolta quindi a un legale di fiducia per ricostruire l’intera vicenda e verificare se il delitto potesse essere sventato. La procura non avrebbe riscontrato irregolarità in ordine all’intervento dei carabinieri. Domenica la messa di suffragio.


 

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