Boato nella notte a Castel d'Ario: i ladri assaltano il bancomat

Lo sportello Mps fatto saltare con l’esplosivo. Ma l’inchiostro macchia i soldi e il bottino si riduce ad appena 500 euro

CASTEL D'ARIO. Hanno fatto esplodere il bancomat con un ordigno esplosivo artigianale. La cosiddetta tecnica della “marmotta”: un parallelepipedo di metallo che viene infilato nella bocchetta di erogazione del denaro e fatto deflagrare tramite miccia o innesco elettrico. È così che una banda ha preso d’assalto, nella notte tra sabato 31 agosto e domenica 1 settembre, lo sportello della filiale di Mps di piazza Garibaldi a Castel d’Ario. Erano da poco passate le due quando la gang criminale è giunta sul posto. Siamo lungo la strada principale del paese, la provinciale Padana Inferiore. A un passo dal municipio, che è lì di fronte.

La banda agisce rapidamente: a pochi metri di distanza, dalla parte opposta della strada, c’è anche la caserma dei carabinieri. Infilano l’esplosivo (di solito composto da alluminio, nitrato di ammonio e polvere pirica) nella bocchetta del bancomat e danno fuoco alla miccia. La deflagrazione è potentissima.


Tutti i residenti della zona si svegliano. Le cassette con il denaro sono disponibili, ma le banconote sono inservibili, perché macchiate con inchiostro indelebile. Ai criminali non rimane che impossessarsi del contenuto di un altro cassetto, quello delle rese. In esso confluiscono i soldi non erogati per malfunzionamento della macchina o per mancato ritiro del correntista. Il tutto, secondo i primi accertamenti, non supererebbe i cinquecento euro.

Portato a termine il colpo la banda, dopo essere salita su un’auto che stava aspettando i componenti, ha fatto perdere le proprie tracce. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che sono già in possesso delle telecamere che hanno inquadrato buona parte dell’assalto. Sulla base di quelle immagini gli uomini dell’Arma potrebbero tracciare un primo identikit dei criminali. Alcuni testimoni, inoltre, potrebbero aver annotato il tipo di auto usato per la fuga e anche il numero di targa. La banca ha già provveduto a tamponare lo squarcio provocato dall’esplosione.


 

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