Contenuto riservato agli abbonati

Le sue ultime parole alla sorella: «Mi sono perso, ma stai tranquilla

Patrizia Puccia: «Era convinto di farcela, ma sentivo che era in pericolo». Gli amici: «Un giovane d’oro»

PEGOGNAGA. È stata l’ultima persona con la quale ha parlato. Ed è quella che ha dato l’allerta, facendo partire la macchina dei soccorsi. La sorella Patrizia Puccia, 25 anni, non si dà pace. «Avevamo parlato dell’escursione qualche giorno prima - racconta al telefono fra le lacrime -. Lui giovedì (il 29 agosto, ndr)  mi aveva detto che voleva andare al ponte tibetano sui Lessini. Poi ieri pomeriggio (venerdì 30 ndr) ha inviato un messaggio in chat agli amici dicendo che era là, ma si era perso nei boschi Mi sono preoccupata e l’ho chiamato al cellulare. Erano le 18 circa. Mi ha detto che sì, si era perso. Ma che non dovevo preoccuparmi perché c’era ancora chiaro e avrebbe ritrovato il sentiero. Lui era fatto così. Si tirava fuori da solo dalle situazioni». . Invece di tranquillizzarsi, la sorella si preoccupa. Gli consiglia di ritornare sui suoi passi. Alle 18.30 ritelefona per sapere se sta bene. «Il telefono squillava a vuoto, poi la linea cadeva» racconta ancora la sorella Patrizia che riprova tante volte a chiamare mentre il tempo passa. Ma quel “mi sono perso” poteva essere tutto o nulla. «Lui era sempre allegro. Magari poteva essere uno scherzo - dice -. Ma io sentivo dentro di me che non era così. Che lui era in pericolo».

Così contatta gli altri fratelli, Giuseppe, 38 anni, ed Angelo, 39, che vivono rispettivamente a Reggiolo e Mantova. Assieme decidono di chiamare il 112. Giuseppe intanto sale in macchina e va verso la Val Sorda. Patrizia chiama gli altri amici per capire se Gabriele si è fatto vivo con loro. «Ai carabinieri abbiamo detto che ci chiamassero in qualsiasi momento». Per la famiglia Puccia inizia una notte d’ansia. Alle 3 arriva purtroppo la conferma e i famigliari raggiungono Giuseppe in Valpolicella. Alle 4 sono alla Malga Biancari. «Abbiamo atteso l’elicottero che si è potuto muovere solo alle sei e mezza ed ha portato la salma di mio fratello alla Malga. Non lo abbiamo potuto vedere. Lo hanno subito trasferito all’ospedale Borgo Roma a Verona dove ci hanno detto che dovrebbero fare l’autopsia».


Le lacrime interrompono la telefonata quando Patrizia vuole ricordare il fratello: «Era sempre disponibile, con tutti». Il groppo alla gola viene anche a Francesco Consolini, uno dei suoi amici più stretti, che era in vacanza ed ha passato la notte in bianco attendendo notizie di Gabriele. «Quando ero presidente dell’Arci Casbah, lui era uno dei più attivi - ricorda -. Una grandissima persona, siamo diventati subito amici». Lo stesso ricordo anche del sindaco Matteo Zilocchi: «Un bravissimo ragazzo, impegnato per il nostro paese. Questo lutto segna nuovamente la nostra comunità». E anche il Pd locale lo ricorda come «giovane ragazzo altruista, generoso e sempre disponibile al confronto e al sorriso».

La guida allo shopping del Gruppo Gedi