Troppi i danni della grandine: le angurie restano nei campi

Fra Sermide, Magnacavallo Revere e Borgofranco i frutti marciscono a terra. I produttori desolati: «Costa meno che raccogliere»

BASSO MANTOVANO. In alcuni campi del Basso Mantovano ci sono ancora le angurie e non le raccoglierà mai nessuno, sono troppo danneggiate dalla grandine. Quest'anno il clima non ha aiutato la produzione, i problemi si sono presentati già dalla tarda primavera, poi i forti temporali con la grandine hanno compromesso i frutti. Le angurie rimaste nei campi sono troppo danneggiate dalle intemperie e non vale la pena raccoglierle, quindi marciranno nei campi. Sermide, Magnacavallo e alcuni campi tra Revere e Borgofranco sono le zone dove la grandine, in momenti diversi ha colpito e dove si possono ancora vedere le angurie lasciate sul terreno. Alcuni produttori sono stati fortemente danneggiati e hanno visto compromessa una buona parte della produzione, in particolare a Magncavallo. La stagione non è iniziata bene, il mese di maggio è stato piovoso, ma soprattutto con temeprature piuttosto al di sotto della media.

“Questo ha causato un ritardo nella maturazione del frutto – spiega Andrea Montaldi di Coldiretti – questo vuol dire che le angurie erano pronte per la raccolta troppo tardi, in un momento in cui la domanda del prodotto era già fisiologicamente in calo. E questo naturalmente incide sul margine di guadagno. Oltre a questo la grandine che tra Sermide e Magnacavallo ha colpito pesante nel mese di luglio ha danneggiato molte produzioni, sono le angurie che si vedono ancora oggi in alcuni campi della zona”.

“Sicuramente il problema principale è stata la grandine per questa stagione – conferma il presidente del consorzio del melone Mauro Aguzzi – le angurie sono maturate più tardi rispetto al solito, questo ha fatto sì però che i prezzi si mantenessero vantaggiosi per i produttori nei mesi di giugno e luglio, quando la richiesta era al massimo e il prodotto disponibile era poco. Anche dopo il picco della domanda il prezzo è rimasto accettabile, ma per i frutti colpiti dalla grandine, la raccolta non è conveniente, i danni sono troppo consistenti e non ha senso raccogliere, per questo in alcuni campi, l'intera produzione è rimasta sul terreno». —. G. P.


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