Bonetti giura, è ministro della Repubblica. E Ceresara si commuove: «Lo ha meritato»

Nel paese della mantovana al governo e ad Asola dove ha frequentato il liceo, l’ex prof: «Traduceva latino all’impronta» 

MANTOVA. «Siamo contenti, lo scriva. Siamo contenti perché è brava». Esce dalla bottega di alimentari, inforca la bicicletta e butta lì, al volo, la sua gioia sincera. È una bella signora sulla sessantina, che non si ferma perché «ha da fare», la prima a rompere il ghiaccio quando la cronista chiede un commento sul nuovo ministro. A Ceresara, dall’altra sera, non si parla che di Elena Bonetti, di una nomina che piace e rende orgogliosi perché «dietro c’è il merito».

In paese conoscono soprattutto i suoi genitori, Giulio Bonetti e Margherita Froldi: qui il neo ministro ha trascorso l’infanzia e i suoi primi anni da ragazza, poi però gli studi e la carriera accademica l’hanno portata altrove. Passano in macchina e si fermano, schivi ma gentili. Hanno saputo la notizia dal telegiornale, e sul loro viso c’è ancora dipinto lo stupore. «Abbiamo ricevuto tante chiamate di amici e conoscenti. Questa nomina non ce l’aspettavano proprio – raccontano – siamo contenti anche se sappiamo che ora l’aspetta un compito gravoso».


Tra i primi a sollevare la cornetta il sindaco Simone Parolini: «Con gli assessori l’abbiamo chiamata subito ieri sera (mercoledì, ndr) per gli auguri. Come amministrazione siamo molto contenti: credo che sia la più alta carica che un ceresarese abbia mai avuto. La aspettiamo al prossimo appuntamento ufficiale». La piazza è deserta, è quasi mezzogiorno e tra un po’ i negozi chiuderanno. Affacciato alla tabaccheria c’è il titolare, Dante Lodi: «Sono felice per Ceresara, per lei e per la sua famiglia – racconta emozionato – Ho visto Elena crescere e so che è una donna, anzi per me ancora una ragazza, di grandi valori e principi, seria e competente. Saprà fare bene».

Anche ad Asola, dove ha fatto il liceo, allora un distaccamento del Belfiore, la notizia ha fatto piacere a tanti. «Sono appena tornata adesso dalla scuola – racconta Francesca Zaltieri, insegnante oltre che amica di Bonetti – e una sua professoressa di lettere mi ha ricordato di quanto fosse molto brillante in tutte le materie. Un esempio? Traduceva Cicerone all’impronta». La stessa esponente Pd si unisce ai complimenti: «In Elena ho trovato sensibilità, bravura e una competenza umana che la rende inclusiva. Sa stare accanto alle persone nei momenti difficili ed è stata coerente e leale nel percorso politico, nonostante le difficoltà. Una figura bella, che dà speranza».

Ad Asola è cominciata anche la sua lunga avventura negli Scout. E l’ex sindaco Raffaele Favalli è stato il suo capo: «È stata una bravo capo squadriglia – racconta orgoglioso – e credo che per lei quella degli Scout sia stata una scuola importante. È sempre stata bravissima, ma con naturalezza. Sa affrontare le cose, non molla e sa guardare lontano». I complimenti le arrivano pure dai “social”. Tanti dagli amici Scout, nel loro gergo. E l’augurio è uno soltanto: «Buona strada». —

 

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