Demolito il vecchio municipio: via ai lavori di ricostruzione

Sede del Comune fino al 2000 poi casa delle associazioni: tornerà a disposizione  del volontariato locale Intervento da 460mila euro

SAN GIOVANNI DEL DOSSO. E’ cominciata un paio di giorni fa ed è già quasi terminata la demolizione del vecchio municipio di San Giovanni del Dosso. Edificio lesionato dal sisma del 2012 che, al momento del terremoto, ospitava le associazioni dossesi. Ieri le ruspe avevano già ridotto l’intera struttura a macerie, ora serviranno alcuni giorni per la rimozione del pietrisco, dopodiché, potrà cominciare la ricostruzione.. Si tratta di una delle ultime opere di ricostruzione post-sisma, insieme alla chiesa, il cui cantiere è attualmente aperto e al cimitero, anche questo sottoposto a lavori.

Il progetto prevede una spesa di 460mila euro, quasi interamente coperta dalla Regione (solo una piccola parte è a carico del Comune).


L’edificio verrà costruito ex novo sullo stesso sedime del precedente, quindi, con lo stesso perimetro, ma sarà u n po’ più basso. «Essendo accanto alla chiesa, in pieno centro, abbiamo pensato ad un progetto che ingentilisse l’immobile, che desse più armonia al tutto» spiega il sindaco Angela Zibordi.

Non è un edificio di pregio, non ha vincoli posti dalla Soprintendenza; verrà ricostruito interamente e tornerà ad ospitare le associazioni del paese, Pro Loco, Avis, ma potrà accogliere anche altro, ludoteca, biblioteca, spazio giovani.

«Il Comune è proprietario dell’edificio, non dell’area intorno che è della parrocchia - va avanti Zibordi - E’ stato il municipio fino al 2000, poi la casa delle associazioni fino al terremoto. Non abbiamo preclusione, potrà avere vari usi, è uno stabile che tornerà a disposizione della comunità».

I lavori dureranno circa un anno, dopodiché San Giovanni potrà definitivamente lasciarsi alle spalle i danni del terremoto.

«Sì abbiamo quasi completato le ricostruzioni - conclude il sindaco - Resterà da sistemare il centro del paese, le strade, le aree intorno agli edifici ricostruiti. Le zone, insomma, dove ci sono stati i cantieri. Poi il paese sarà in ordine e sicuro». —

D.M.

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