Il chiosco serve alcolici ai ragazzini, chiuso dal questore per otto giorni

Tre giovanissimi sorpresi dalla polizia al Tre60 con il bicchiere in mano. Il gestore dovrà anche pagare una multa

MANTOVA. Saracinesca sbarrata fino a martedì prossimo. Il questore di Mantova Paolo Sartori ha disposto la chiusura per otto giorni del chiosco "Tre60" in piazza Virgiliana perché ha servito alcolici a minorenni. Gli agenti della polizia di Stato, infatti, hanno sorpreso tre ragazzini che bevevano superalcolici nel locale.

Ascoltati in questura, i ragazzi hanno ammesso di aver bevuto alcolici in quel chiosco - nonostante ad uno di essi fosse anche stato richiesto il documento d'identità da parte del personale del locale - e hanno anche raccontato di aver già consumato bevande alcoliche nello stesso locale all’aperto.


Ammissioni inequivocabili, che sono andate ad avallare le segnalazioni giunte da alcuni cittadini, che avevano notato i ragazzi con bicchieri di vino in mano nelle vicinanze del locale, e a volte anche addirittura bottiglie di alcolici.

Un quadro che ha fatto scattare immediatamente il provvedimento di piazza Sordello. Oltre alla chiusura temporanea, i gestori dovranno anche pagare una piccola multa, 330 euro.

Il questore Paolo Sartori


La problematica dell’ampia diffusione di sostanze alcoliche tra i giovani è stata affrontata in varie occasioni nelle sedi istituzionali, con la partecipazione anche delle autorità scolastiche e delle organizzazioni di categoria; il mese scorso, dopo che il questore aveva chiuso altri locali, tra cui l’Open Spice, per gli stessi motivi, il prefetto Carolina Bellantoni e i membri del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica avevano deciso di coinvolgere gli studenti organizzando, con il Provveditorato degli studi, un concorso di idee per la realizzazione i grafici sul tema per sensibilizzare i gestori dei locali e i giovani sui pericoli derivanti dall’abuso di alcol.

«È un fenomeno gravissimo, quello della diffusione di alcol tra i giovani - sottolinea il questore Sartori - abbiamo dato ampia diffusione alle iniziative intraprese, ma le violazioni continuano in modo persistente. A questo punto non resta che intervenire in maniera drastica, auspicando che in futuro ci possano essere maggior collaborazione e attenzione da parte di tutti, soprattutto i gestori dei locali».

Vietato abbassare la guardia, perché il binge drinking, cioè il consumo di vari alcolici e superalcolici in grandi quantitativi in un lasso di tempo relativamente breve, sta crescendo in modo esponenziale ovunque tra i ragazzini, per i quali i rischi sono altissimi.

Al di sotto dei quindici anni i ragazzini sono considerati a rischio intossicazione. Il loro fisico non riesce a metabolizzare l’alcol e anche una piccola quantità può diventare tossica.

Basta pensare che il 17% per cento delle persone che arrivano in un pronto soccorso con un’intossicazione da alcol ha meno di quattordici anni. A volte bastano due bicchieri per mandare un ragazzino di undici anni in coma etilico.

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