Cimice asiatica e funghi-muffa: per le pere è stato un anno nero

La stagione è la peggiore degli ultimi 40 anni. In certi casi il raccolto è dimezzato. L’insetto ha distrutto anche il 100% dei frutteti. Si spera nella vespa kamikaze

MANTOVA. L’annata partita in salita, poi i danni causati dalla cimice asiatica e dall’alternaria, un fungo che riempie le piante di muffe. Per le pere, nel Mantovano coltivate su circa 500 ettari, la stagione 2019 è la peggiore da quarant’anni a questa parte. L’allarme è della Corma, la cooperativa di San Giovanni del Dosso alla quale conferiscono 130 soci.

«L’anno scorso abbiamo ritirato 130mila quintali di prodotto – racconta il direttore Gabriele Marchini – quest’anno non so se arriveremo alla metà». La produzione è partita scarsa: già in primavera c’erano state le prime avvisaglie, con le piante che avevano poche gemme. I mesi successivi hanno confermato la tendenza: «La produzione è stata scarsa come non mai. Difficile stabilirne esattamente le cause. Può essere dipeso dalla siccità invernale». Su quantità già ridotte, la cimice è stata devastante: alcuni produttori hanno perso il 100% dei frutteti.


«Il problema è che non vediamo soluzioni immediate. È stata autorizzata la sperimentazione con la vespa kamikaze, ma per vedere i risultati bisognerà aspettare qualche anno». Eppure Corma suggerisce ai produttori di investire: «Come cooperativa ci stiamo attivando per sostenere i soci che vogliono fare nuovi impianti. Le piante, grazie ai contributi, arriveranno a costi molto bassi. E grazie alle reti “monofilare», che la Regione sta aiutando ad acquistare grazie a un bando del Psr, il danno può essere contenuto. Questo è il momento giusto per investire, perché si ha la garanzia di ottenere il prodotto in un’annata in cui ci sarà meno produzione. Un calo dovuto anche al fatto che molti produttori stanno estirpando e continueranno a farlo nei prossimi anni».

È il caso dell’azienda La Chiesetta di Viadana, che ha dichiarato un danno pari al 100% alle pere e sta togliendo l’impianto: «Abbiamo subito un danno devastante – spiega Mario Sanfelici – ci siamo salvati solo grazie ad alcune varietà più precoci, come ciliegie e albicocche. Da fine giugno in poi, invece, nulla è sopravvissuto alla cimice, e abbiamo per questo deciso di estirpare del tutto l’impianto delle pere. Il futuro? Proveremo a fare la chiusura con le reti monofila».

Le aziende danneggiate, intanto, possono segnalare i danni all’Utr e alle associazioni, operazione preziosa per poter chiedere lo stato di calamità. L’invito arriva da Confagricoltura, che commenta con favore il via libera alla vespa samurai: «Restiamo in attesa dei criteri attuativi – spiega il presidente Alberto Cortesi – speriamo che entro il mese di ottobre si possa passare alla fase operativa». Sempre sulla cimice, Coldiretti ha organizzato un incontro in programma per mercoledì prossimo (il 18 settembre alle 10.30 all’hotel La Favorita), con il presidente Paolo Carra e l’assessore lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi.

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