Fusione: meno soldi, il Comune risparmia

Nel bilancio del nuovo ente mancavano 70mila euro. Il buco si è dimezzato con entrate inaspettate

BORGOCARBONARA. Il Comune ha dovuto rivedere il bilancio di previsione dopo i tagli decisi in giugno dal precedente Governo in materia di contributi ai Comuni nati da fusione. Sul bilancio del nuovo ente sarebbero mancati 70mila euro, ma grazie ad alcune entrate impreviste il buco si è ridotto di circa la metà. 

La nuova amministrazione ha chiuso il previsionale 2019 con una politica di piccole economie spalmate su diverse voci e rimandando di un anno alcune spese. Non sono state toccate le aliquote delle imposte e le tariffe dei servizi. Il Comune di Borgocarbonara è nato ufficialmente il primo gennaio di quest'anno, ma il progetto era stato avviato nel 2017 e concluso con il referendum consultivo alla fine di febbraio del 2018. Il progetto prevedeva che il nuovo ente avrebbe potuto contare su uno stanziamento da parte dello Stato pari a 320mila euro l'anno, per 10 anni. Il commissario prefettizio, che ha retto il nuovo Comune fino a maggio di quest'anno, aveva stilato un bilancio di previsione all'insegna della prudenza, impegnando 230mila euro del contributo, ma non è stato sufficiente, perché con i tagli, di cui si è avuta notizia alla fine di giugno, a Borgocarbonara sono arrivati 167mila euro, circa 70mila in meno rispetto a quelli già impegnati sul bilancio.

Questo ammanco si è ridotto di circa la metà grazie ad alcune entrate non previste al momento in cui era stato redatto il bilancio di previsione, sotto la gestione commissariale. Entrate che consistono in oneri di urbanizzazione versati da due aziende e da un maggiore introito dato dai dividendi di un gestore di rete. L'amministrazione ha poi chiuso il bilancio andando a limare i capitoli di spesa con piccoli tagli diffusi. Inoltre sono stati spostati alcuni progetti al prossimo anno.


«Abbiamo rimandato alcune spese che non erano urgenti né prioritarie al 2020 – spiega il vicesindaco Viviana Bertazzoni – Il prossimo anno verranno meno quelle spese necessarie per avviare la fusione come la creazione dei supporti informatici e del sistema gestionale per la costituzione del Comune unico. Ma qualche timore rimane». «Il mio auspicio è che si possa tornare a chiedere una restituzione anche parziale dei contributi previsti – dice il sindaco Lisetta Superbi– per questo noi siamo pronti a fare fronte comune con le amministrazioni che, come noi, hanno subito questi tagli, cercando un interlocutore, viste anche le mutate condizioni a livello di Governo. Speravamo di avere maggiori risorse che avremmo potuto destinare ad investimenti. Questo non toglie che il processo di fusione sia stata una buona scelta».

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