Schiavi nel campo di lattuga per 14 ore al giorno: arrestati due fratelli

Dei tredici lavoratori identificati dai carabinieri soltanto sette avevano un contratto: per tutti la paga era di 5 euro all'ora. Ai domiciliari i proprietari dell'azienda agricola

CASALROMANO. Questa volta a finire nei guai sono stati due fratelli italiani,titolari dell’azienda agricola Corte Massa di Casalromano. Il 10 settembre nelle campagne tra i comuni di Asola e Casalromano, in un campo coltivato a lattughe e zucchine, dopo una mirata attività di osservazione, è scattata l'operazione dei carabinieri delle Stazioni di Guidizzolo, Castel Goffredo e Piubega, in collaborazione con il Nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro di Mantova e la polizia locale di Asola.

Il servizio rientra nell’ambito dei controlli straordinari nel settore agricolo, agroalimentare/forestale e ambientale per il contrasto dei reati in materia di sfruttamento della manodopera clandestina, caporalato, affidati alla task force provinciale guidata da Simone Toni, comandante della compagnia Carabinieri di Castiglione delle Stiviere.

Nel corso dei controlli i militari hanno identificato 13 lavoratori, tutti regolari nel territorio nazionale, di cui solo sette con il contratto di lavoro, mentre sei sono risultati privi di contratto di assunzione e quindi impiegati illecitamente nelle attività lavorative dell’azienda. Provenienti da vari stati (India, Pakistan, Ucraina e Albania) e tutti apparentemente in discrete condizioni di salute, i 13 hanno dichiarato di lavorare in quell’azienda agricola, mediamente 14 ore al giorno e di percepire una paga oraria di 5 euro all’ora, ben al di sotto rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro di categoria.

I carabinieri hanno arrestato i due fratelli proprietari del campo e titolari dell'azienda per i reati di caporalato e sfruttamento del lavoro, in concorso. Il magistrato di turno della procura di Mantova ha disposto che gli arrestati fossero accompagnati nelle loro abitazioni, in regime di custodia domiciliarei, in attesa del processo con rito direttissimo. Il prefetto di Mantova, Carolina Bellantoni, e il colonnello Fabio Federici, comandante drovinciale dei Carabinieri, hanno espresso il loro apprezzamento per «la brillante operazione», ribadendo l’importanza delle attività di contrasto dello sfruttamento della manodpera clandestina e del caporalato sul tutto il territorio provinciale.

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