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Cartiera di Mantova: tre settimane per la Via, ma si apre il nodo camini più bassi

Per Ats le prescrizioni delle Belle Arti rischiano di ridurre la diluizione delle polveri. Ricci: un paradosso

MANTOVA. La Provincia decisa a chiudere la partita nel giro di tre settimane, il Comune che anche alla luce del parere positivo della Sovrintendenza ribadisce il suo no al rilascio della Valutazione di impatto ambientale, Ats e Arpa preoccupate dalle conseguenze su salute e ambiente che l’abbassamento dei camini imposto dalle Belle Arti potrebbe comportare e in mezzo la cartiera pronta ad adeguarsi a qualsiasi prescrizione pur di poter rimettere in moto le macchine quanto prima. Si è chiusa così ieri 13 settembre la sesta seduta della conferenza di servizi chiamata a decidere sul rilascio a Pro-Gest del provvedimento autorizzatorio unico per il raddoppio produttivo dello stabilimento. Insomma siamo alle battute finali anche se sul tavolo restano nodi, come quelli edilizi o di potenziale inquinamento dei suoli, che difficilmente verranno sciolti in meno di un mese.

Si chiude il 3 ottobre


In qualità di responsabile del procedimento, la Provincia ha calendarizzato le ultime sedute della conferenza di servizi: il 20 settembre verranno acquisiti i pareri degli enti coinvolti nel procedimento, il 27 verrà presentata la relazione istruttoria finale da approvare, il 3 ottobre chiusura del procedimento. Nel giro di tre settimane verrà quindi presa la decisione finale sulla valutazione di impatto ambientale chiesta dalla famiglia Zago per poter raggiungere la piena potenzialità produttiva dell’impianto. E già si sa che il Comune voterà contro.

Comune contro

Rappresentato dall’assessore all’Ambiente Andrea Murari, il Comune ha confermato il suo parere negativo su procedura e nel merito anche alla luce del via libera paesaggistico (con riserva) rilasciato dalla Sovrintendenza per gli abusi edilizi a depuratore e facciata nord. In sostanza, le motivazioni delle Belle Arti non superano i motivi ostativi al proseguo della Valutazione di impatto ambientale, gli abusi edilizi restano non sanabili e per via Roma non ci sono, quindi, le condizioni per consentire il raddoppio della produzione. Un voto contrario non da poco se si considera che per quanto vincolante sia il parere delle Belle Arti, il rilascio dell’abilitazione paesaggistica spetta comunque agli uffici comunali.

Il nodo camini più bassi

Una delle condizioni poste dalla Sovrintendenza alla cartiera per il via libera paesaggistico agli abusi edilizi, apre intanto una nuova partita per salute e ambiente: si tratta dell’abbassamento dei camini realizzati lungo la facciata nord per lo sfiato delle polveri di carta emesse dalla macchina continua nella fase di asciugatura delle nuove bobine prodotte. Lo hanno sottolineato i rappresentanti di Ats e Arpa in conferenza. In particolare Ats Valpadana si riserva di valutare, ha fatto presente la dottoressa Caterina Silocchi, se gli adeguamenti tecnologici che la cartiera metterà in campo saranno sufficienti per compensare la minore diluizione delle polveri determinata dall’abbassamento dei camini. La questione è semplice e non di poco conto: se riduci l’altezza di un camino aumenti le ricadute al suolo, soprattutto all’interno della fabbrica. Chiaro a questo proposito l’intervento in conferenza dell’epidemiologo di Ats Paolo Ricci: «Imporre alla cartiera – è sbottato – delle prescrizioni che rischiano di peggiorare la situazione è un paradosso». Una soluzione a quanto pare però c’è: la cartiera dovrebbe non solo potenziare le strumentazioni di abbattimento delle polveri ma soprattutto potenziare la forza espulsiva dei camini stessi.

Pro-Gest ottimista

Dal canto suo la società è parsa ottimista. Rappresentata dal neonominato procuratore speciale Carmine Damiano, ha preso atto del parere della Sovrintendenza e si è dichiarata disponibile ad aderire alle sue prescrizioni auspicando una ripresa delle attività in tempi brevi «anche a tutela della piena occupazione dei dipendenti» e assicurando «il pieno rispetto di normative e prescrizioni a beneficio dell'ambiente e della salute pubblica».



 

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