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Gli irregolari della caccia: otto multe e una denuncia nel Mantovano

Dalle guardie dell’amministrazione provinciale 338 controlli su armi e prede. Nel carniere di un cacciatore bresciano trovato un esemplare protetto

MANTOVA. Primo giorno di caccia, ieri, e prime sanzioni comminate dalle guardie venatorie della Provincia. Un cacciatore bresciano è stato denunciato all’autorità giudiziaria per avere abbattuto due esemplari di prispolone, una specie di uccelli protetta. Le guardie lo hanno sorpreso nel suo appostamento fisso a Monzambano e hanno sequestrato sia le due carcasse che il fucile utilizzato dal cacciatore. Che ora finirà a processo: rischia un’ammenda da 700 ai 1.500 euro.

Nella rete dei controlli predisposti dal Servizio di vigilanza ittico-venatoria di Palazzo di Bagno (impiegati otto agenti dipendenti e altrettante guardie volontarie), sono incappati altri otto cacciatori, a cui sono state contestate altrettante violazione delle norme, con conseguente emissione dei relativi verbali e sanzioni che variano dai 154 ai 206 euro.

Le norme violate si riferiscono al mancato rispetto delle distanze di sicurezza dalle abitazioni o dalle strade, delle coltivazioni agricole e la mancata annotazione dei capi abbattuti sull’apposito tesserino venatorio regionale. Complessivamente, durante il pattugliamento del territorio avviato prima dell’alba e conclusosi nel tardo pomeriggio le guardie venatorie hanno effettuato 338 controlli di documenti, delle armi utilizzate e dei capi abbattuti.

Circa 121mila gli ettari di terreno destinati all’esercizio venatorio (dei 202mila di competenza) su cui hanno operato le guardie, in una giornata di caldo torrido che ha messo a dura prova soprattutto i cani che, sotto il sole, hanno trovato difficoltà nel percepire l’odore degli animali selvatici. Per questo il primo giorno di caccia è stato avaro con i carnieri.

Si calcola che il territorio provinciale, suddiviso in sei Ambiti di caccia, sia stato battuto ieri da circa 4.500 cacciatori, molti dei quali provenienti anche dalleprovince limitrofe. Secondo la Regione i tesserini stampati e inviati per posta ai cacciatori mantovani sono 3.315. Che dovranno rispettare precise norme riferite ai giorni di prelievo e alle speci cacciabili.

Ad esempio, la lepre, tra le prede più ambite, potrà essere cacciata solo fino all’8 dicembre e non potrà essere ucciso più di un esemplare al giorno: i trasgressori, oltre ad una multa, pagheranno 500 euro per ogni capo prelevato in più. Stesso discorso per il fagiano: la sua cattura è possibile sino al 30 gennaio, ma solo due capi al giorno (100 euro di multa supplementare per ogni esemplare in più ucciso).

Limitazioni ai cacciatori arrivano anche per quanto riguarda i giorni di attività venatoria cosiddetta vagante (lepre e fagiani). Fino al 1° ottobre, infatti, potranno sparare solo tre giorni alla settimana, dall’alba alle 12, il mercoledì, il sabato e la domenica. Dopo mezzogiorno è consentita solo la caccia ai migratori. Dal 2 ottobre la caccia vagante si potrà praticare per tre giorni a scelta, esclusi il martedì e il venerdì.
Sa.Mor.
 

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