Il cantiere mai aperto è costato la vita all’operaio folgorato

La scarica fatale causata dai cavi che andavano interrati. I lottizzanti: «Abbiamo pagato ma i lavori non sono partiti»

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. I cavi della media tensione che, toccati con un mezzo meccanico, hanno portato alla scarica di 15mila volt che ha causato la morte per folgorazione di Angelo Baresi, l’operaio 51enne che lavorava nel cantiere di via Leoncavallo, dovevano essere interrati già da un anno. È quanto emerge dalla documentazione in possesso dei tre lottizzanti, fra i quali Franco Nodari (amministratore unico di Indecast e immobiliarista di Castiglione) che conferma: «Un anno fa abbiamo pagato il servizio di interramento dell’impianto al gestore. Una spesa non di poco conto. I lavori, dunque, avrebbero dovuto già essere stati eseguiti e terminati». «In queste settimane - continua Nodari - si sta provvedendo a sistemare anche la cabina che deve fornire la corrente al quartiere nel momento in cui si chiuderà quell'impianto e verrà tolta definitivamente la corrente da quei cavi». «Anche gli altri due lottizzanti – conferma l’assessore e vicesindaco Andrea Dara – ci hanno confermato di aver pagato un anno fa per sotterrare i cavi».


La documentazione in possesso dei tre lottizzanti è chiara e c’è rabbia mista a sconforto perché il ritardo nell’esecuzione dei lavori e l'elettricità presente nell’impianto sono stati fatali a Baresi.

Residente a Rudiano, in provincia di Brescia, il 21 agosto scorso l’uomo stava lavorando con in mano il tubo del mezzo meccanico che serve per portare il cemento dalla betoniera al luogo dove deve essere steso. Il lungo braccio meccanico ha toccato i cavi e la scarica ha raggiunto Baresi che è stato sacramentato a terra. Inutili i soccorsi, Baresi si è spento all’ospedale di Brescia. Si sta ancora indagando per capire l’esatta dinamica dell’incidente che è stato fatale all'uomo. Tuttavia, la presenza dell'elettricità nei cavi che avrebbero dovuto essere interrati da mesi, o quanto che avrebbero dovuto non avere corrente al loro interno, è stata fatale all’uomo. Nei giorni scorsi, poi, l’ufficio tecnico del comune di Castiglione, insieme dall’Ats, ha eseguito un sopralluogo nel cantiere della perpendicolare di via Leoncavallo. Da quanto si apprende non sembrano essere emerse irregolarità, anche si gli uffici stanno ultimando tutte le indagini del caso sulla documentazione consegnata dai costruttori e dai lottizzanti.

Si attende dunque di conoscere l’esito delle indagini per poter proseguire i lavori sulle tre palazzine in costruzione alle porte della zona industriale di Castiglione delle Stiviere.

Luca Cremonesi

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