Il progetto di Teresa e Arianna: «Azione Cattolica nella scuola»

MANTOVA. «Se hai una passione, se hai un’idea, non importa quante altre cose hai da fare, ci metterai comunque tutto te stesso». Quanta energia, voglia di fare, di iniziare, di mettersi in gioco. Teresa Marocchi e Arianna Campostrini hanno vent’anni, sono di Curtatone la prima e Porto Mantovano la seconda e hanno un progetto in testa: coinvolgere più studenti delle superiori possibili per creare il Movimento studentesco dell’Azione Cattolica che a Mantova manca. «Dopo le nostre esperienze a incontri nazionali, Nocera Umbra e Montesilvano tra gli altri, abbiamo sentito la necessità di creare qualcosa di simile anche qui. Siamo tornate cariche, pronte a fare qualcosa che riteniamo importante anche per la crescita degli studenti – raccontano Teresa e Arianna, entrambe universitarie – vorremmo che anche altri ragazzi provino le nostre stesse emozioni e le stesse esperienze».

I temi degli incontri vanno dall’attualità alla non violenza, al bullismo a scuola, a quello sul web, a come vivere bene a scuola, fino alla questione ambientale. «Abbiamo incontrato giovani di tante città d’Italia e ci siamo chieste: perché non possiamo crearlo anche a Mantova?». Così hanno iniziato, passo dopo passo, a raccontare il progetto, piene di entusiasmo. Altri quattro giovani aderiscono, hanno 15 e 17 anni, nasce così una piccola équipe dove Teresa e Arianna cercano di guidare e formare gli studenti.


«Partiremo con un incontro ogni due mesi, il 13 ottobre sarà il primo, tratteremo della vita scolastica – spiegano – teniamo a ricordare che il movimento dell’Azione Cattolica è apolitico, apartitico e non c’è bisogno di tessera. I temi saranno incentrati soprattutto sullo studente come protagonista della realtà scolastica, è un po’ come se ti sentissi parte in modo concreto di quello che vivi. Al momento stiamo parlando con insegnanti di religione, ragazzi e parrocchie. Contiamo sul passaparola». —

Valentina Gobbi
 

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