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Frontale contro un Tir a Bagnolo San Vito: muore a 38 anni

Padre di un bimbo di 4 anni, era contitolare della Mariotti pavimenti di Quistello. Il suo furgone travolto dall’autoarticolato

Rossella Canadè
2 minuti di lettura

BAGNOLO SAN VITO. Aveva solo 38 anni. Un lavoro che lo entusiasmava nell’azienda di famiglia, al suo paese, e la vita tutta davanti, sognata attraverso lo sguardo di meraviglia del suo bambino, Tommaso, di 4 anni. Vita e gioia, e la vacanza con gli amici dietro l’angolo. Avrebbe dovuto partire domani per l’Oktober fest, con tre di loro. Forse pensava alla piccola fuga del weekend, o forse agli abbraccioni che avrebbe dato a Tommaso, con il regalino per farsi perdonare, mentre guidava tranquillo il furgone dell’azienda lungo la Romana, poco prima di Bagnolo, in zona Conventino. Uno dei soliti spostamenti di lavoro. L’ultimo.

Frontale tra un furgone e un camion, muore un artigiano di 38 anni

Dall’altra parte il destino vestito di ferro, gomma e plastica, che avanza verso di lui come se lo puntasse. Un istante. E per Luca Mariotti è finito tutto. È morto così, schiacciato tra le lamiere del furgone della pavimenti Mariotti di Quistello, il pomeriggio del 19 settembre alle quattro, in uno schianto terribile. Gli agenti della polizia stradale di Ostiglia, intervenuti a Bagnolo, ritengono che il conducente dell’autoarticolato, un 51enne, che trasportava colla, proveniente da Bagnolo, abbia perso il controllo forse per l’eccessiva velocità, o forse per un malore. Nella tarda serata sono andati al Poma, dove l’uomo è stato ricoverato in stato di choc, per ascoltarlo.

L’autista di un altro furgone, che passava in quegli attimi da incubo, ha però riferito di aver visto chiaramente il grosso camion prima sbandare a destra e poi invadere la corsia opposta, centrando il furgone in pieno e poi cappottandosi nel fosso che costeggia la strada.

Una testimonianza che coincide con i rilievi eseguiti dagli agenti, che hanno dovuto chiudere il transito sulla Romana fino a tarda sera, in attesa che i due mezzi venissero rimossi. Si sono formate lunghe code in entrambe le direzioni, poi il serpentone si è lentamente smaltito con la deviazione su via Argine da una parte e via De Gasperi dall’altra.

Inutile l’intervento dell’elisoccorso. Il corpo senza vita di Luca è stato estratto dai vigili del fuoco e adagiato coperto da un lenzuolo verde, in attesa del via libera del magistrato.

La notizia della tragedia ha gelato Quistello, dove Luca era molto conosciuto. «Aveva un sorriso contagioso, soprattutto quando parlava del suo bimbo e del lavoro» dice uno degli amici più cari, sconvolto. Dopo il diploma di geometra, era andato subito a lavorare nell’azienda di famiglia, fondata dal nonno e coltivata dal padre Mauro, con la moglie Franca, a cui si erano affiancati i due figli, Luca e il fratello minore Leonardo. Con gli anni l’azienda era passata dai pavimenti alle piastrelle fino alla produzione e alla vendita di stufe a pellet: era quest’ultimo il settore in cui Luca si era specializzato. Stava proprio andando a montarne una. 

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