La svolta green del latte: autobotte a metano per ridurre le emissioni

A personalizzare il mezzo Scania la ditta Golinelli di Bagnolo. «Elettrico ottimo per le auto, per la logistica serve il gas»

MANTOVA. Un’economia circolare sempre più green basata sull’utilizzo dei reflui come alimentazione di veicoli a biogas. Il mondo dei trasporti è una delle fonti di inquinamento planetario per l’utilizzo prevalente di combustibili fossili. La ricerca è però all’opera per studiare e produrre le alternative ecologiche. E la presentazione al Consorzio Latterie Virgilio della prima autobotte alimentata a metano della ditta Golinelli di Bagnolo San Vito è stata l’occasione per fare il punto della situazione.

«La vera frontiera sarà il biometano che ridurrà sino al 90% le emissioni di anidride carbonica – non ha dubbi Franco Fenoglio, presidente e ad di Italscania – dobbiamo fare sinergia per lavorare sulla sostenibilità con l’efficienza dei consumi e l’utilizzo della digitalizzazione nella logistica». E l’esempio Mantova, dove è in atto una sperimentazione di alleanza tra produttori di veicoli come Scania, vettori di trasporto e imprenditoria agroalimentare col progetto Life Dop sulla gestione dei liquami zootecnici di cui è partner il Virgilio, diventa un sistema virtuoso di economia circolare.

L’autobotte di Golinelli assemblata per il trasporto del latte con un motore da 410 cavalli e un’autonomia di 600 chilometri è un primo passo concreto. «Purtroppo i decisori politici sono sbilanciati sull’elettrico – lamenta Licia Balboni, presidente di Federmetano – forse influenzati da un’opinione pubblica contraria agli impianti da cui si ricava il biometano, invece è un tema da divulgare e vorremmo spiegarlo anche nelle scuole: l’elettrico va benissimo sulle auto in città, ma per la logistica è importante il gas».

Attualmente sono 3 in Lombardia i distributori che erogano biometano prodotto dai reflui di allevamento. Un altro passo importante per limitare l’inquinamento, oltre all’utilizzo di carburanti alternativi, passa da una migliore efficienza dei consumi basata sull’utilizzo dell’informatica. «Oggi il 40% dei mezzi viaggi vuoto – snocciola il dato Fenoglio – grazie a una aumentata interconnettività sarà possibile ridurre lo spreco». Con centrali informatiche che programmano e dirigono gli itinerari di consegna delle merci. Un esempio lo descrive l’ingegnere Simone Martinelli, progettista di Scania: «Il platooning, viaggi in convoglio in cui i veicoli seguono lo stesso percorso per poi dividersi solo in prossimità della singola destinazione è già sperimentato in Nord Europa».

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