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Palazzi contro Zago: «No al raddoppio della cartiera di Mantova». E Ats boccia i camini abbassati

Il sindaco deciso a opporsi al nulla-osta alla cartiera. Oggi in conferenza dei servizi parere contrario alla Via

Monica Viviani
1 minuto di lettura

MANTOVA. Questa mattina il Comune presenterà in conferenza dei servizi il suo parere finale contrario alla Valutazione di impatto ambientale per Pro-Gest. Un no prettamente tecnico a cui ora si affianca anche quello politico del sindaco Mattia Palazzi che dopo i casi cartaccia, abusi edilizi, inchiesta della procura, sembra ormai deciso ad opporsi al raddoppio produttivo della cartiera.

E la dichiarazione che ieri ci ha rilasciato lo conferma: «Ho sempre detto, in ogni intervista e con ogni atto, che senza il rispetto delle regole non ci sarebbe stato un parere favorevole del Comune di Mantova. Domani (ndr. oggi per chi legge) i nostri tecnici confermeranno i motivi ostativi del Comune e quindi il nostro no rispetto alla Via in corso che riguarda anche l’aumento della produzione. Non lo faccio a cuor leggero, perché ero e resto convinto della necessità dell’industria nel nostro territorio. Io sono lontano anni luce dalle teorie della decrescita. Io credo e lavoro per la crescita, come le operazioni su Valdaro e la logistica di Rossetto dimostrano. Ma qualsiasi industria e attività produttiva deve rispettare le regole, il territorio nel quale si insedia e farsi anche carico dei timori dei cittadini, quando legittimi. Sino ad oggi non è stato così e io sento il dovere e la responsabilità, da sindaco e da uomo politico, di essere conseguente, perché la fiducia delle istituzioni non la si ottiene con le parole».

Il nodo vero è il suo no non solo alla Via ma a quello che la valutazione d’impatto ambientale rappresenta: il nulla-osta al raddoppio produttivo dello stabilimento. Come si ricorderà l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) dell’agosto 2017 era arrivata dopo che Pro-Gest aveva accettato di autodimezzarsi la capacità massima per la produzione di carta e cartone da 1.159 a 575 tonnellate al giorno, e la capacità del termovalorizzatore da 80mila a 39.479 tonnellate di rifiuti all’anno. All’indomani l’azienda era però tornata alla carica annunciando una nuova istanza di modifica progettuale sostanziale per il recupero della capacità produttiva sacrificata, ma non per il termovalorizzatore, destinato a rimanere dimezzato. Nessuno può ancora prevedere come si chiuderà la conferenza dei servizi chiamata ad esprimersi sull’intero procedimento autorizzatorio unico. Facile prevedere sin da ora un ricorso del Comune in caso di parere favorevole all’azienda da parte della Provincia quale ente responsabile del procedimento. Come è altrettanto facile prevedere le ripercussioni di un eventuale no al raddoppio: Francesco Zago ha sempre sostenuto che la produzione dri-raddoppiata «è fondamentale per la sostenibilità dell’investimento».

Intanto trapela che oggi Ats ribadirà la sua contrarietà all’abbassamento dei camini lungo la facciata nord imposto dalla Sovrintendenza: si rischia un aumento di ricaduta al suolo delle polveri di carta rilasciate dalla macchina continua. 
 

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