Nuovi ritrovamenti etruschi negli scavi del Forcello

Gli archeologi hanno esaminato due case del VI secolo a.C. Sul campo professionisti e studenti dell’università di Milano  

BAGNOLO SAN VITO. Vasi di produzione locale, come pentole da fuoco o contenitori per derrate, completamente ricomponibili scoperti nel sottofondo dei pavimenti. Sono i ritrovamenti più importanti della campagna di scavo del Forcello, l’insediamento etrusco più importante della Lombardia, eseguita dall’università di Milano.

Sul campo, in un’area di 300 metri quadri, una quindicina di persone: due archeologi professionisti e studenti del triennio in beni culturali, della magistrale in archeologia e specializzandi sempre in archeologia. I lavori di scavo sono iniziati il 9 settembre e termineranno il 27 settembre sotto la supervisione della professoressa Marta Rapi.

Bagnolo San Vito, nuovi ritrovamenti etruschi negli scavi del Forcello

«In questa campagna abbiamo lavorato sui livelli delle fasi arcaiche dell’insediamento del Forcello - spiega Rapi - Ossia strutture abitate della fine del VI secolo a.C. L’attenzione è ricaduta sui piani pavimentali e sui focolari, luoghi in cui si poteva cucinare o con cui si riscaldava l’ambiente, all’interno di due abitazioni affiancate. Nei focolai, per isolare i piani, abbiamo trovato, come ci aspettavamo, del vasellame rotto in cocci impiegato come materiale refrattario. Per quanto riguarda il piano pavimentale, sono state rinvenute delle ceramiche e dei recipienti in ottime condizioni: o quasi completi o comunque, anche se non integri, ampiamente ricostruibili. E alcuni esemplari quasi completi sono piuttosto insoliti».

Ogni anno lo scavo vuole raggiungere un obiettivo. Lo scopo di questa campagna: studiare gli aspetti strutturali di due case affiancate. L’insediamento è strutturato a strati che seguono i vari periodi storici, più si scava più si esaminano periodi antichi. La sequenza insediativa va dalla seconda metà del VI secolo (540 a.C) fino agli inizi del IV secolo a.C. Tra i ritrovamenti anche un elemento in ferro che potrebbe essere un cardine o una parte metallica di un’anta. «Nell’area di scavo e sempre difficile individuare le porte e i punti di passaggio in assenza di strutture di materiale durevole - spiga Rapi - L’individuazione di alcune parti metalliche ci potrebbe far comprendere dove si trovava la porta. Ma si lavora su ipotesi, soprattutto nella fase di ricerca dei reperti. Le intuizioni saranno poi valutate durante gli studi successivi».

Gli scavi al Forcello sono partiti nell’82: ad oggi si contano circa 30 campagne. La scelta del periodo cade generalmente su maggio o settembre per cercare di intercettare i mesi migliori dal punto di vista del clima ma anche quelli in cui le scuole sono aperte per svolgere attività didattiche con i ragazzi.
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