Si rianima il cantiere della nuova chiesa: è arrivata la gru

Il cronoprogramma dell’intervento è stato rispettato. Il complesso parrocchiale sostituisce quello demolito

PEGOGNAGA. È tornato ad animarsi il cantiere della costruenda “Nuova Chiesa” gestito dalla Bottoli costruzioni di Mantova che si è aggiudicata l’appalto sia della demolizione che la costruzione del nuovo complesso. Dopo l’abbattimento della chiesa costruita tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50 gravemente lesionata dal terremoto, la conclusione dell’indagine archeologica sul sito delle precedenti ed antiche strutture religiose, nonché l’interruzione del lavoro per le ferie estive, i tecnici e gli operai dell’impresa Bottoli hanno riaperto il cantiere di via Tazzoli. 

L’evento di fatto costituisce l’inizio dei lavori propedeutici alla realizzazione del nuovo complesso parrocchiale, progettato dallo studio di architettura Raschi e Lonardi di Venezia, promosso della parrocchia e della diocesi sotto l’egida della sovrintendenza. La ripresa dei lavori ha coinciso con la preparazione della base di appoggio della grande gru, arrivata a segmenti nei giorni scorsi dal cantiere di ristrutturazione del duomo di Mirandola.

«Dopo la realizzazione del basamento della struttura di carico, sollevamento e spostamento dei materiali costruttivi - hanno precisato l’architetto Enrico Maria Raschi e il geometra Sergio Cortese della Bottoli - nei prossimi giorni sarà montata la gru, che sarà posizionata nell’angolo del futuro giardino fra la facciata della nuova chiesa e gli edifici preposti alle attività parrocchiali, in fregio a via Tazzoli. Nella prima fase della costruzione dell’edificio religioso sarà fatta una gettata di cemento sul perimetro del quale poi saranno appoggiate le gabbie in ferro delle fondamenta. In seguito inizierà la fase di costruzione dei casseri delle fondazioni all’interno dei quali verrà eseguita una colata di cemento, quindi si comincerà a posizionare le murature della struttura che restituiranno il senso della costruzione della nuova chiesa».

Rispetto al crono-programma previsto dall’iter progettuale, i tempi sono stati finora mantenuti, nonostante l’imprevisto prolungamento dell’indagine archeologica che però ha consentito la scoperta di importanti strutture religiose ben conservate, che saranno tutelate e valorizzate all’interno della nuova chiesa. Infatti con l’annunciata variante al progetto iniziale, una traslazione di 1,5 metri senza modificare l’impianto architettonico e liturgico, gli storici reperti delle chiese medioevali rinvenute durante gli scavi, potranno convivere con le strutture del nuovo fabbricato.
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi