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Controlli in serie ai capannoni: sigilli a un laboratorio tessile di Castel Goffredo

Maxi operazione dell’Arma: in via Po i militari sgomberano e sequestrano l’immobile

Luca Cremonesi
1 minuto di lettura

CASTEL GOFFREDO. Maxi operazione di controllo nei laboratori. Nella giornata del 25 settmebre le forze dell’ordine si sono presentate in diversi capannoni per la produzione tessile, e non solo, del territorio di Castel Goffredo per controlli di varia natura. Molte le pattuglie coinvolte e alcune attività, come nel caso di un capannone in via Po, all’incrocio con via Ticino, sono state messe sotto sequestro in attesa del completamento delle indagini.

L’operazione in via Po, una delle ultime della giornata, è scattata nel tardo pomeriggio quando sul luogo sono arrivate sette auto dei carabinieri. Gli uomini dell’Arma sono entrati nel capannone chiedendo al personale, quasi tutto di origine asiatica, di uscire. I carabinieri hanno quindi perlustrato tutta l’area, anche il giardino della casa adiacente al capannone.

Niente nervosismo fra le maestranze al lavoro, mentre i carabinieri iniziavano il controllo all’interno dell’immobile. Al termine dei controlli il capannone è stato posto sotto sequestro e un uomo di origini asiatiche, l’unico rimasto sul luogo, è stato accompagnato in caserma per la consegna della custodia dell’immobile posto sotto sequestro.

Stupore fra i vicini del laboratorio, circondato da villette (via Po e via Ticino sono due zone residenziali). «Non abbiamo avuto mai problemi, non ci sono rumori e non abbiamo mai visto movimenti sospetti» commentano gli abitanti che hanno assistito all’operazione.

«Il nostro capannone è stato chiuso per alcuni anni e pochi mesi fa lo abbiamo affittato, su consiglio di persone fidate, a questi asiatici – hanno detto i proprietari dell’immobile, di ritorno da una giornata di lavoro in altra sede – fino a questo momento non abbiamo avuto problemi. Sappiamo che si occupano di confezionamento di prodotti di calzetteria, ma non abbiamo mai ricevuto lamentele da parte di alcuno. È un immobile che siamo riusciti ad affittare con fatica e quel canone incassato ci permette di pagare le spese e le tasse dell’intero capannone».

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