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La raffineria di Mantova può essere smantellata: il ministero firma il via libera alla Ies

L’azienda: si apre una nuova fase per il polo logistico. Previsti sei anni di lavori tra demolizioni e riassetto del deposito

Monica Viviani
2 minuti di lettura

MANTOVA. Ci sono voluti cinque anni di riunioni, carte, pareri tecnici e alla fine il via libera del ministero dello sviluppo economico è arrivato sotto forma di decreto: può finalmente partire lo smantellamento degli impianti non più utilizzati dalla ex raffineria Ies, oggi polo logistico per la commercializzazione di prodotti petroliferi. Insomma lo skyline del lago Inferiore è destinato a cambiare nel giro di qualche anno (sei quelli stimati dall’azienda) quando sparirà, smontato pezzo per pezzo, quell’agglomerato di camini, torce, tubi, valvole e serbatoi che in un passato non troppo lontano serviva per raffinare il greggio.

Il via libera del Mise

Il decreto del ministero dello sviluppo economico porta la data del 5 settembre scorso e a giorni verrà notificato agli enti competenti: è l’atto che chiude la conferenza dei servizi aperta nel 2014 per la trasformazione definitiva dello stabilimento di strada Cipata in deposito di oli minerali. Contiene quello che Molgroup Italy (ramo della multinazionale ungherese Mol, riunisce quattro società che in Italia si occupano di commercializzazione di prodotti petroliferi, vendita di gas ed elettricità ed erogazione di servizi energetici e ambientali) aspettava da tempo: l’autorizzazione alla dismissione dello stabilimento di lavorazione di oli minerali, vale a dire gli impianti cuore della raffineria ormai sigillati. La prima riunione della conferenza di servizi si era tenuta nel novembre 2014: il 17 agosto di quello stesso anno il gigante d’acciaio venne spento definitivamente lasciando il posto all’attuale polo logistico.

La Ies: «Obiettivo raggiunto»

Contattata dalla Gazzetta, l’azienda ha  confermato: «In data 5 settembre il Mise ha rilasciato a Ies il decreto di conversione in deposito. Si è pertanto concluso con successo l'iter autorizzativo iniziato nel 2014 che ha visto l'azienda lavorare in stretta collaborazione con le autorità e gli enti preposti che ringraziamo per l'obiettivo comune raggiunto. Si apre adesso una nuova fase progettuale che vedrà Ies impegnata, per un periodo previsto di sei anni, in attività di ulteriore sviluppo e ammodernamento del polo logistico di Mantova per renderlo sempre più performante, efficiente e a minor impatto ambientale».

Sei anni di cantieri

La fase che si apre ora vedrà strada Cipata impegnata in una serie di attività preliminari all’apertura dei cantieri tra studi di fattibilità, permessi, autorizzazioni, verifiche strutturali e di sicurezza. Prevedibile che i lavori di smantellamento non possano partire prima di un anno e riguarderanno sia gli impianti produttivi della raffineria sia i serbatoi non più utilizzati da Ies, tra cui alcuni lungo via Brennero e in zona Vallazza dove deve ancora partire il test pilota di fitorimedio (bonifica con le piante) approvato dal tavolo regionale successivo alla trasformazione dello stabilimento. Altri sei anni serviranno perché sia ultimato l’intero progetto di conversione approvato dal Mise che dopo la fase di smantellameto prevede anche interventi di ammodernamento, riassetto e conversione del polo logistico finalizzati ad aumentarne l’efficienza e a ridurre l’impatto ambientale dei mezzi pesanti utilizzati per il trasporto dei prodotti petroliferi.

Aia archiviata

Intanto nelle scorse settimane il ministero dell’Ambiente ha notificato ad azienda e Provincia l’archiviazione dei procedimenti di autorizzazione integrata ambientale (Aia). In sostanza, si legge, per Ies ora non è più necessaria l’autorizzazione ambientale prevista per impianti a rischio rilevante rilasciata dal ministero dell’Ambiente. Prosegue invece ed è al momento ancora in corso l’iter aperto in Provincia per il rilascio dell’Autorizzazione unica ambientale (Aua) per il deposito di oli minerali.




 

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