Mps tra risultati positivi e ultime chiusure di filiali: «Mantova una roccaforte per il nostro istituto»

Il general manager dell’area territoriale Nord Ovest Sonnini: «Altre due direzioni territoriali in città, è sempre una provincia chiave. La ristrutturazione è già stata concordata e non è derogabile, manca l'ultimo pezzo. Il grosso è alle spalle»

MANTOVA. Una banca in salute, che sul territorio ha una delle sue «roccaforti più virtuose», grazie a un legame antico ripagato adesso con il potenziamento delle strutture distributive e commerciali. Anche in chiave “risarcitoria”, per accorciare la catena decisionale che si era dilatata con la perdita della direzione strategica. Così Moreno Sonnini, general manager dell’ Area territoriale Nord Ovest di Banca Monte dei Paschi, traccia la traiettoria dell’istituto. Rapportando i dati nazionali alla dimensione locale.


Sonnini, qual è lo stato di salute di Montepaschi?


«Gli indicatori patrimoniali ci dicono che la Banca è in salute, abbiamo un indice di solidità, che oggi si chiama Cet1 transitional, che al 30 giugno 2019 era pari al 14%, tra i migliori in assoluto del mercato. Dal punto di vista dei numeri complessivi, veniamo da un 2018 con un utile di 279 milioni, e abbiamo alle spalle un semestre con un utile di 93 milioni, dopo la contabilizzazione di componenti non operative negative per 140 milioni. Insomma, lo definirei uno stato di salute importante, in una traiettoria di crescita sostenibile».

Come si declinano localmente questi numeri?

«Mantova resta una delle roccaforti del Monte dei Paschi, una tra le più virtuose. Abbiamo potenziato le nostre strutture creando di recente altre due direzioni territoriali, una private e l’altra retail, che portano a quattro il numero complessivo delle direzioni, tutte con sede a Mantova».

È stato forse un modo per supplire alla perdita della direzione strategica?

«Il potenziamento delle strutture risponde all’esigenza di sostenere il territorio dal punto di vista economico, per le famiglie e le imprese, e di accorciare la catena decisionale di supporto alla rete territoriale».

La concorrenza di alcune banche d’investimento di fresca apertura ha avuto ripercussioni sulla vostra quota di mercato a Mantova?

«No, non ne abbiamo risentito. La nostra quota di mercato, che rimane la prima nella provincia di Mantova, è connessa alla nostra storia e alla nostra presenza distributiva, con 71 filiali e 6 centri specialistici. Le altre banche fanno il loro mestiere, ma nella provincia di Mantova le quote di raccolta e impieghi di Monte dei Paschi sono cresciute».

Qual è l’andamento del credito al consumo?Ottenere prestiti e mutui rappresenta ancora un ostacolo per i clienti?

«I prestiti personali vivono una fase di crescita a livello nazionale, e Mantova sta seguendo questa traiettoria. Dopo due anni di crescita tumultuosa, i mutui sono invece allineati alle performance del 2018, anche se a livello nazionale il mercato flette del 5%».

I sindacati esprimono preoccupazione a proposito della chiusura di altri sportelli. Com’è la situazione?

«Ricordo che noi abbiamo un piano di ristrutturazione concordato con le autorità europee e non derogabile. Banca Monte dei Paschi ha giù chiuso 500 e passa sportelli rispetto ai 600 previsti, ci manca quindi l’ultimo pezzo. Si tratta di una razionalizzazione oggettiva della nostra struttura, secondo una tendenza e una modalità che impattano comunque su tutto il sistema bancario. Laddove ci sono state delle chiusure, e dove ancora ci saranno, lasciamo il Bancomat per sei mesi, in alcuni casi anche per un anno, e indirizziamo i clienti ai servizi di digital banking. Le filiali che accorpiamo non distano mai più di sette chilometri l’una dall’altra».

A proposito di digital banking, non avete mai pensato di organizzare dei corsi o delle attività di supporto ai clienti meno disinvolti con la tecnologia?

«L’anno scorso abbiamo proposto alcuni eventi sul territorio, uno anche a Mantova, per diffondere questo principio. In ogni caso, siamo fortissimamente impegnati a indirizzare, accudire e istruire la clientela che ha meno dimestichezza con questi strumenti».

In coda, una domanda su una questione spinosa: come siete messi con il caso diamanti?

«Stiamo rimborsando i consumatori al 100%. Non abbiamo evidenza di casi di particolare criticità».


 

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