La Comunità ebraica appoggia sindaco e giunta

Il comunicato dell’assemblea mantovana: «Offensive le accuse di antisemitismo e le polemiche su Mantova hub»

MANTOVA. «Non posso che confermare quanto detto in questi giorni: stiamo cercando delle soluzioni per andare incontro alle richiestedel rabbino Chizkiya Kalmanowitz, numero uno dell’European Committee for Protection of Jewish Cemeteries se sono sostenibili. Intanto il cantiere di Mantova Hub è al lavoro su scuole e palestra». Il sindaco Mattia Palazzi conferma la disponibilità a prendere in considerazione le esigenze espresse dal rabbino nel corso dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi, che lo stesso Kalmanowtsz aveva giudicato infruttuoso.

«Ripeto – dice il sindaco – i nostri tecnici stanno valutando in che modo possiamo andare incontro a queste esigenze, ma va sottolineato che il cantiere è perfettamente in regola con la legge. Quindi andiamo avanti. Ho anche letto le dichiarazioni di Paola Farina sulla Gazzetta di Mantova. Parla dell’esperienza del cimitero Acattolico di Vicenza e afferma che non possiamo lavorare a San Nicolò. Beh, non credo abbia consultato gli atti amministrativi che sono alla base del progetto. Se lo desidera siamo pronti a farglieli consultare, credo che si renderebbe conto che siamo assolutamente in regola». La Farina, sulla Gazzetta di Mantova di ieri faceva riferimento in particolare all’articolo 16 della legge 101 del 1989 in tema di tutela dei cimiteri ebraici. «Il dato di fatto è che in quest’area si può lavorare» osserva il sindaco.


Intanto a sindaco e giunta arriva la solidarietà della Comunità ebraica di Mantova sulle accuse di antisemitismo. La Comunità «a seguito dell’assemblea generale ritiene di potersi esprimere come segue: è sentitamente spiaciuta per le polemiche innescate dalle richieste di alcune autorità religiose rabbiniche non italiane. Considera offensive e del tutto gratuite le accuse di antisemitismo e razzismo rivolte al sindaco da Abraham Ginsberg, direttore londinese della “Commitee for the Preservation of Jewish Cemeteries in Europe”. Sollecita l’Ucei ad operare, come ha sempre fatto, in modo che si trovi conciliazione tra le istanze religiose del rabbinato italiano e le necessità tecniche dei progettisti. Rimarca la convinzione generale che la realizzazione di Mantova Hub, purché gli interlocutori ufficiali italiani concordino nelle azioni e nei tempi, sia il miglior modo per recuperare la memoria ebraica di una città che ospita da secoli una gloriosa Comunità».

Indiscussa l’importanza dell’antico cimitero ebraico di Mantova, autorizzato da Francesco Gonzaga nel 1442. Proprio a Mantova, nel 1558, viene stampato il libro dello Zohar, il “Libro dello splendore”, il testo più importante della tradizione cabalistica. Un documento di straordinaria importanza per l’ebraismo. Nel 1620 nel cimitero viene seppellito il grande cabalista e talmudista Azariah da Fano.

Nel 1786 il cimitero viene fatto chiudere da Giuseppe II d’Austria e l’area ceduta al Lombardo Veneto nel 1850 a patto che restasse zona di culto. —


 

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